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Milan, calo mentale preoccupante: ma ci sarà una vera soluzione?

autore
Antonio Vitiello
per Milannews.it
domenica 26 agosto 2018, 13:41Primo Piano
autore Antonio Vitiello
26.08.2018 13:41Primo Piano
www.imagephotoagency.it
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Il crollo del Milan nel secondo tempo contro il Napoli ha lasciato l’amaro in bocca per come è stato gestito il vantaggio, e per come poteva finire la sfida del San Paolo. Il vizio di tirare i remi in barca alla prima difficoltà si pensava fosse ormai superato nei mesi scorsi, ma in realtà non è così. La paura riaffiora ogni volta che si presenta un ostacolo, alla prima difficoltà il Milan si scioglie e va in tilt. Un problema che dura da 6-7 anni e che i rossoneri non riescono a debellare. Evidentemente perché in campo ci sono giocatori che difettano in personalità, nessuno si assume la responsabilità di prendere iniziativa quando le cose non vanno bene, oppure i pochi che lo fanno non bastano. Il classico errore “d’inesperienza” è diventato ormai cronico.

COMMENTO AMARO. Fanno riflettere le parole di Gattuso a fine partita, quando ha ammesso che i blackout sono ormai consuetudine di questo Milan, e che si ripresentano ciclicamente: “Abbiamo spento la luce al primo errore. Il rammarico più grande è essere scomparsi dal campo al 2-1. Bisogna capire come migliorare questo aspetto, anche l'anno scorso è successo tantissime volte". Una fragilità caratteriale che difficilmente si può modificare se la rosa non presenta giocatori di personalità. “Dopo il 2-1 non abbiamo capito nulla. Volevo vedere una squadra che non spegneva la luce ma dopo un errore ci è scappata la partita dalle mani. Non dobbiamo buttare partite come queste. Nella ripresa c’è stato un calo mentale”, ha confermato il tecnico calabrese dopo 3-2 del San Paolo. Anche Davide Calabria è stato netto nel commentare la sfida: “Una squadra esperta dopo il 2-0 non va a prendere tre gol. Abbiamo preso gol da stupidi”.

DOMANDA. Ci sarà una vera soluzione a questo problema? Chi può aiutare il Milan a venir fuori da questa incertezza? Servono giocatori di categoria superiore, soprattutto a centrocampo. Giocatori che sappiano gestire i momenti di crisi e dare ritmo alla gara in base all’andamento del match. Ma anche l’allenatore deve saper dare le indicazioni giuste. Se dopo 8 mesi di conoscenza della rosa il problema continua ad esserci, significa che l’antidoto individuato fino ad oggi non ha funzionato a sufficienza.  

per Milannews.it

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