La solitudine di Gonzalo e l'annoso problema dei 9 rossoneri: lavoro e zero scusanti per migliorare i servizi al centravanti
Matteo Calcagni
In tanti pensavano, erroneamente, che inserire Gonzalo Higuain nell'equazione rossonera portasse automaticamente a miglioramenti in fase offensiva, soprattutto nella creazione di palle gol. Purtroppo il solo Pipita, senza adeguati servizi, non può costruire, concludere e concretizzare: al San Paolo l'ex bianconero non è stato quasi mai servito, creando pericoli soltanto a seguito di roboanti iniziative personali. Il Milan oggi dispone del centravanti più forte della Serie A, ma anche un giocatore del genere ha bisogno di essere appaggiato in maniera consona.
SOLO - Nella serata di Napoli, l'unico rossonero che ha provato a cercare con insistenza Higuain è stato Laxalt, subentrato nel secondo tempo col piglio giusto, dimostrando di poter rappresentare una risorsa importante per il Diavolo. Con il rientro di Calhanoglu (scontato il turno di squalifica) le cose potranno migliorare, ma è palese che la formazione rossonera dovrà lavorare tanto per inserire a dovere l'argentino tra gli ingranaggi. Non è certamente un caso che da Ibrahimovic a questa parte, tutti i centravanti milanisti abbiano fallito. E, per quanto di valore inferiore ad Higuain, sarebbe puerile dare la colpa di questi buchi nell'acqua soltanto ai numeri 9.
LAVORO SENZA SCUSANTI - Higuain è un rapace, un attaccante che può segnare da qualsiasi posizione, ma allo stesso tempo ha bisogno di inserirsi in un architrave. Lasciarlo lassù, a tallonare da solo tra le maglie avversarie, va a limitarlo pesantemente come calciatore e come attaccante. Si può asserire che al Milan manchi qualcosa in termini di qualità e costruzione a centrocampo, ma questa non è una scusante o un alibi da mantenere in termini di lungo periodo. Servirà pazienza e lavoro a Milanello, ma i vari Calhanoglu, Suso, Bonaventura, Laxalt e Castillejo hanno tutte le carte in tavola per poter giostrarsi a dovere insieme al nativo di Brest. Higuain non può rappresentare la boa centrale ma deve essere il principale riferimento offensivo del Milan, aprendo di conseguenza spazi e liberando marcature per tutte le mezze punte a disposizione di Rino Gattuso.


