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I soliti difetti ancora non corretti. Rino, l'allarme è suonato forte. Al San Paolo squadra troppo bassa e con concetti di gioco troppo difficili per la rosa attuale

autore
Pietro Mazzara
per Milannews.it
lunedì 27 agosto 2018, 00:00Editoriale
autore Pietro Mazzara
27.08.2018 00:00Editoriale
Pietro Mazzara
Pietro Mazzara

Quando Rino Gattuso ha dato la sua risposta alla domanda postagli venerdì in conferenza stampa, ha cambiato tono della voce. Parlando di dettagli da migliorare, ha fatto chiaro riferimento all’aspetto mentale della sua squadra che, puntualmente, si spegne davanti alle prime difficoltà. Come accaduto sabato sera al San Paolo. Dopo il gol del 1-2 di Zielinski, il Milan ha avuto un cortocircuito mentale e si è consegnato definitivamente al Napoli, che ha poi vinto la partita. Una sconfitta che fa malissimo, perché i rossoneri hanno dilapidato il doppio vantaggio firmato Bonaventura-Calabria arrivato con l’invidiabile percentuale del 100% di realizzazione per tiri nello specchio della porta effettuati. Poi, il buio. E che buio. Biglia sembra essere rimasto in Russia, Musacchio lo mette in galera con un pallone da codice penale e Rodriguez, in occasione del terzo gol, viene mangiato dal corridoio che Allan occupa prima di servire Mertens per la rete finale.

Soliti problemi figli di una tipologia di gioco troppo difficile per questo Milan, che non ha ancora colmato il gap tecnico a centrocampo con chi le sta davanti. È bello uscire palla al piede dalla rimessa del portiere, stanare gli avversari con un giro palla da cuori forti e che comporta una grande dose di rischi, ma se non c’è la qualità nei piedi per fare un certo tipo di gioco, allora conviene correre ai ripari e variare. Correggere certe situazioni per rendere la squadra più funzionale alle sue caratteristiche. I due gol, ad esempio, nascono con due cambi di campo che hanno trovato la “murata” e il rimorchio con i tempi giusti, ma è stato troppo poco nel complesso della sfida. Gonzalo Higuain è stato spesso bypassato dai palloni, eppure con un animale da gol del genere, dovrebbero passare da lui molte palle giocabili nella zona calda. Il Pipita si è fatto vedere principalmente quando si è messo in proprio e questo non va bene.

Venerdì il secondo crash-test contro la Roma, dove tornerà Calhanoglu e dove servirà un Milan più continuo e meno contratto. Perché stando così bassi, con le due linee sistematicamente raccolte tra il limite dell’area e la linea dei 25 metri, vuol dire consegnarsi gli avversari che con ritmo, idee, principi e qualità, prima o poi trovano il modo per farti cadere in errore. Caro Rino, serve un’evoluzione rapida, per non dire rapidissima e il Milan formato 2017-18, come hai detto tu, non può bastare. E al San Paolo si è visto.  

per Milannews.it

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