Gigio para le critiche e non solo: titolare nel Milan e nella Nazionale, tornano i miracoli e si diradano i tempi bui
Matteo Calcagni
Partiamo da un presupposto logico. Quando un giocatore, qualsiasi sia la sua età, firma un contratto altamente oneroso, aumentano di conseguenza le aspettative e gli errori, anche se rari, vengono perdonati sempre con più difficoltà. Quando Fassone e Mirabelli hanno stipulato l'accordo con l'entourage di Donnarumma, dopo un'estate di tira e molla e percepibili tensioni, era chiaro che le responsabilità del ragazzo sarebbero aumentate, così come sarebbe progressivamente diminuita la pazienza della tifoseria. Chiedere ad un tifoso di essere equilibrato è impossibile, perché spinto dalla passione che contraddistingue ogni storia d'amore. Eppure Gigio all'epoca aveva soltanto diciotto anni e, a prescindere dal conto in banca, è impossibile che a quell'età si digeriscano le scorie generate da quel braccio di ferro sul rinnovo.
UN ANNO SULL'OTTOVOLANTE - L'ultima stagione di Donnarumma non è stata facile, seppur il numero 99 non abbia commesso così tanti errori. Spiccano evidenti quelli nella finale di Coppa Italia, uniti a qualche incertezza collocata qua e là nel corso del campionato, ma niente di così clamoroso da far gridare allo scandalo. La pressione ambientale non ha certamente aiutato, così come le voci crescenti di un "ventilatissimo" trasferimento al PSG. Ecco, il PSG. I francesi sono stati attori non protagonisti nella storia recente di Gigio: l'offerta monstre dei parigini ha costretto il Milan ad elargire un emolumento esagerato ad un giovanissimo, stampandosi poi come un'ombra per tutto l'arco dell'ultima annata, salvo poi cambiare rotta. Questa inversione ha stupito anche il Milan stesso che si era accordato con Reina, salvo poi ritrovarsi con due portieri top in casa. Poco male, almeno a livello tecnico, ma questo dualismo ha inevitabilmente generato un tourbillon mediatico che è durato per tutta l'estate: Reina soffierà il posto a Donnarumma? Donnarumma riuscirà a gestire la concorrenza? Eccetera eccetera...
TORNANO I MIRACOLI - Gattuso ha messo subito le cose in chiaro, partendo con Gigio e mantenendo saldo il volante nonostante l'incertezza del San Paolo. Il classe '99 non è stato perfetto sul pareggio di Zielinski, ma le critiche successive hanno toccato punte di vera esagerazione. Oltretutto, anche per un discorso di logica aziendalista, mettere in soffitta un patrimonio della società per qualche sparuto errore sarebbe una scelta vicina alla follia. Donnarumma non sarà reduce da una grandissima stagione, ma resta il portiere italiano con maggiori potenzialità su piazza, non a caso Mancini gli ha affidato i gradi della titolarità della Nazionale italiana. E non si trattava di un'amichevole. Il c.t. ha avuto ragione, perché Gigio ha risposto con un miracolo dei suoi a tu per tu con Zielinski, ancora lui. Una parata anche alle critiche, per dimostrare ancora una volta un valore tutt'altro che comune. I tempi bui sembrano lontani e Donnarumma non va visto come un "problema" ma come una risorsa fondamentale di un Milan che sta finalmente provando a tornare.


