MILAN IN TESTA, FINALMENTE!
Davide Bin
Un solo punto di vantaggio e classifica molto corta, quindi evitiamo i trionfalismi, ma è indubbio che fa piacere rivedere il Milan davanti a tutti nella classifica del campionato italiano; non succedeva da quattro anni e mezzo, ovvero dai giorni del 17° scudetto e questa lunga astinenza spiega la felicità esplosa domenica sera al triplice fischio finale di Rocchi: per una tifoseria come quella rossonera dovrebbe essere normale amministrazione vedere la propria squadra là davanti a lottare con le altre grandi e ad occupare la prima posizione, invece negli ultimi tempi eravamo stati costretti a vedere la vetta della classifica con il binocolo e ciò ci faceva soffrire. Di questi quattro anni abbondanti vissuti senza primato solitario in classifica, i primi due sono stati comunque contraddistinti dai duelli con la Juventus nei torbidi campionati di Calciopoli (anche se, a quanto pare, senza mai riuscire a sopravanzare i bianconeri nemmeno temporaneamente), mentre gli ultimi due sono stati caratterizzati dai distacchi abissali dalla capolista che, oltretutto, era l'Inter e questo aumentava il nostro disappunto. Certo sono arrivati i successi internazionali a farci felici e, nel frattempo, grazie ai trionfi di Atene, Montecarlo e Yokohama nell'anno di grazia 2007, il Milan è diventata la squadra più titolata del pianeta (anche se attualemente condivide il primato con il Boca Juniors), però è innegabile che il campionato rimane la competizione più sentita dai tifosi e la vocazione internazionale della società rossonera si scontrava con il nostro desiderio di dare maggiore considerazione anche al campionato, creando malumori e contestazioni forse anche eccessive nei confronti di una squadra che, in fin dei conti, aveva vinto molto negli ultimi tempi.
Il campionato è una competizione lunga e appassionante: trentotto giornate in cui devi essere regolare e continuo nelle prestazioni e nei risultati, altrimenti lo scudetto rimane un miraggio; in pratica la classifica del campionato rispecchia l'andamento della stagione di una squadra ben più fedelmente rispetto a ciò che indica il comportamento della stessa squadra in Champions League, prima di tutto perchè le coppe europee rimangono ferme per due mesi abbondanti e nel periodo invernale la squadra può anche attraversare una lunga crisi di gioco e risultati senza conseguenze sul cammino europeo, se a fine febbraio ci si ripresenta competitivi ed in perfetta forma e in secondo luogo perchè bastano tre o quattro partite giocate in modo magistrale nella fase ad eliminazione diretta per arrivare fino in fondo, visto che i gironi iniziali sono abbastanza agevoli da superare. Negli utlimi anni il Milan era diventato specialista nell'impostare la stagione in modo da privilegiare il cammino in coppa: partenza lenta, richiamo di preparazione nella sosta natalizia e progressivo lievitare della forma fino all'esplosione in primavera, momento cruciale della Champions; tutto questo, però, implicava una scarsa attenzione al campionato, in cui l'unico vero obiettivo era diventato arrivare almeno quarti per garantirsi l'accesso alla successiva edizione di Champions. Si è sempre detto che il Milan è implacabile quando c'è una sfida da vincere a tutti i costi e, infatti, i rossoneri si esaltavano nelle sfide ad eliminazione diretta, quelle da "dentro o fuori" e proprio per questo hanno avuto una continuità impressionante in Champions, raggiungendo sempre almeno i quarti di finale nella gestione Ancelotti. Inoltre l'età media abbastanza alta della rosa rossonera aveva convinto tutti che non fosse umanamente possibile per questo gruppo essere competitivi da agosto a maggio, come richiede il campionato e, quindi, progressivamante, il Milan aveva cominciato a snobbare lo scudetto per concentrarsi sulla coppa. La prima tragica metà del 2008, però, ha cambiato radicalmente il destino e la mentalità del Milan ancelottiano: prima è arrivata l'anomala eliminazione agli ottavi per mano dell'Arsenal, poi la clamorosa esclusione dall'attuale Champions con il quinto posto in campionato alle spalle della Fiorentina; rimasto senza l'obiettivo, sempre considerato primario, della conquista della coppa "dalle grandi orecchie" il Milan ha dovuto gioco forza concentrarsi sul campionato e porsi come obiettivo lo scudetto; non avremo mai la controprova, ma resta da capire se la determinazione feroce mostrata nelle ultime partite di campionato sarebbe stata la stessa se i rossoneri fossero stati impegnati in Champions piuttosto che in UEFA (in ogni caso obiettivo interessante visto che il Milan non l'ha mai vinta). Comunque non stiamo qui a farci troppe domande e diciamo piuttosto che, come recita il vecchio e saggio proverbio, "non tutti i mali vengono per nuocere!": il Milan ha dovuto temporaneamente e a malincuore lasciare da parte la sua predilezione per le "nobili" sfide europee, per concentrarsi sulle partite più "ruspanti" e "nostrane" (ma che a noi piacciono ugualmente) come quelle contro Atalanta, Siena o Sampdoria e non è un caso che laddove la scorsa stagione erano arrivate sonore sconfitte e cocenti delusioni, ora sono arrivati solo successi, magari sofferti, ma importanti, che hanno contribuito a riportare il Milan davanti a tutti in classifica.
Con questo non voglio certo dire che sia bello non giocare in Champions League e, come tutti, spero di tornare a frequentare presto il salotto buono europeo, ma vorrei solo far notare che la felicità con cui è stato accolto il successo sul Napoli e, soprattutto, il primato solitario del Milan da noi tifosi, dimostra quanto abbiamo sofferto in queste ultime stagioni e quanto teniamo al campionato e a questa serie A, che qualcuno vorrebbe eliminare creando la fantomatica SuperLega europea; il campionato ha un suo fascino e deve essere sempre un obiettivo primario di una squadra come il Milan, non solo un ripiego delle stagioni (speriamo poche) senza Champions; mi auguro che la lezione sia stata capita e che anche quando la squadra tornerà a giocare le tanto amate sfide di Champions, si ricordi di mantenere la stessa attenzione, concenrazione e feroce determinazione che sta mostrando attualmente nelle partite contro le provinciali italiane, perchè a noi piace essere competitivi in Europa ma anche lottare fino alla fine per vincere il campionato e, perchè no, anche la Coppa Italia; non abbiamo mai preteso la vittoria a tutti i costi, ma solo il massimo impegno in ogni partita e per questo ora siamo felici e soddisfatti di vedere nuovamente il Milan là davanti a tutti, sperando che possa rimanerci fino alla fine; sarà dura ma non impossibile, perchè quando questa squadra si mette in testa di raggiungere un obiettivo qusai sempre ci riesce e questa volta nelle mente di tutti i giocatori e dello staff tecnico c'è una gran voglia di scudetto, quella voglia che era sempre mancata nelle ultime stagioni anche se a parole dicevano il contrario; era proprio la mancanza di motivazioni in campionato che faceva infuriare noi tifosi, in particolare i fedelissimi abbonati alle partite caslinghe di questo torneo (sempre tantissimi), che avrebbero meritato anche in passato lo stesso rispetto che ottengono ora, nella speranza, ripeto, che non si tratti solo di un ripiego in una stagione anomala senza la tanto amata Champions League.


