Empoli e Sassuolo: test dell’ultimo mercato. Aspettare Caldara non è solo un atto di fede
Franco Ordine
Gli aggiornamenti sulla salute di Caldara e Higuain raccontano degli ultimi affanni del Milan. E soprattutto segnalano la necessità di “testare” il valore degli ultimi arrivati a Carnago per capire quale tipo di contributo sono in grado di dare alla causa. Già perché se si esamina lo schieramento fin qui utilizzato da Rino Gattuso si può ricavare una prima morale: e cioè fin qui i 5 punti in 4 partite sono stati collezionati dal Milan del passato con l’isolato contributo di Higuain, l’autentico valore aggiunto di questa stagione. Basta scorrere l’elenco per dimostrarlo: Donnarumma (era Berlusconi), Calabria (idem), Musacchio (Milan cinese), Romagnoli (era Berlusconi), Rodriguez (Milan cinese); Kessiè (Milan cinese), Biglia (idem), Bonaventura (era Berlusconi); Suso (idem), Higuain (Milan di Elliott), Calhanoglu (Milan cinese). Per sintesi: uno solo del mercato recente più 5 lasciati in eredità da Silvio e 5 di Mirabelli. Al netto degli aggiornamenti su Caldara (infiammazione al pube, timore di pubalgia che è poi un fastidiosissimo contrattempo, Leonardo ne sa qualcosa al tempo di Zaccheroni) bisogna pur fare un ragionamento sulle difficoltà di quest’ultimo nel passare dalla difesa a tre stile Gasperini a quella classica a 4 made in Milanello. Identico passaggio ha vissuto l’ex laziale De Vrij che però all’Inter si è velocemente inserito nei meccanismi nuovi di Spalletti e non ha patito lo stesso tormentato apprendistato dell’ex atalantino.
Tra giovedì sera a Empoli e soprattutto domenica sera a Reggio Emilia contro il Sassuolo, capiremo la consistenza della panchina che fin qui non ha offerto una resa consistente anche per il ridotto utilizzo dei più attesi. Bakayoko ha poco convinto, Castillejo ha promesso tanto e fin qui mantenuto poco impressionando solo nella porzione di partita contro la Roma, Laxaalt è l’unico di sicuro affidamento avendo alle spalle anche un mondiale oltre che una striscia di brillanti prestazioni con il Genoa. A Empoli può bastare anche Cutrone, appena recuperato, mentre è cosa buona e giusta aver risparmiato a Gonzalo il viaggio in Toscana preservandolo per il Sassuolo che rappresenta, sulla corsa oltre che sul piano tattico, la maggiore insidia del fine settimana. E non tanto perché l’anno scorso, alla guida del Benevento, Roberto De Zerbio è riuscito a raccogliere la bellezza di 4 punti sui 6 complessivi ma perché la fase offensiva della squadra targata Mapei, esaltata dallo smalto di Boateng rifiorito a seconda giovinezza, è stato in grado di far vedere i sorci nero-verdi a Spalletti e complicare la vita della Juventus.
Chiusura con una curiosità. Scherzando, mica tanto, durante la conferenza-stampa di mercoledì, Rino Gattuso, rispondendo a un cronista, ha promesso: “Prima di andare via da Milanello scoprirò la spia che passa le informazioni sugli allenamenti”. Segno che non ha gradito qualche fuga di notizia e che ha rivolto ai suoi una specie di ammonimento generalizzato. Bene: forse sarà il caso di ricordare che da sempre i cronisti hanno avuto informatori dall’interno delle squadre. E qualche volta, in passato, persino Gattuso è stato generoso con noi della vecchia guardia….


