Il peggio è passato ma adesso servono due vittorie contro Olympiacos e Chievo per arrivare lanciati al derby
Alberto Cerruti
Il Milan ha vinto, anzi ha stravinto, contro il temuto Sassuolo e quindi viva Gattuso, più che mai saldo sulla panchina, per meriti suoi prima che per i risultati della squadra. Ma proprio perché i risultati orientano i giudizi, non soltanto dei tifosi e degli addetti ai lavori, ma anche dei dirigenti, il Milan adesso non può più rallentare, non dico sbagliare, e quindi sono d’obbligo due vittorie in casa, davanti ai fedelissimi tifosi rossoneri. Giovedì sera arrivano i greci non irresistibili dell’Olympiacos e domenica gli ancor meno irresistibili giocatori del Chievo, ultimissimi in classifica, ancora sotto zero punti addirittura, causa penalizzazione iniziale. Premesso che il calendario è una trappola nella quale non bisognerebbe mai cadere e quindi fatta salva la volontà dei prossimi avversari di non presentarsi a San Siro battuti in partenza, Romagnoli e compagni hanno il dovere di non abbassare il livello di attenzione scivolando sulla scia dientusiasmo lasciata dal 4-1 sul campo del Sassuolo, già fatale ad Allegri e Inzaghi.
Il primo auguro, quindi, è che Gattuso non operi un esagerato turnover, come nell’esordio europeo in Lussemburgo. Il Milan deve onorare l’Europa League, che ha cercato in tutti i modi di raggiungere prima sul campo e poi nelle aule di Nyon e quindi vada in campo la formazione migliore, senza troppi esperimenti. Poi si penserà al Chievo,con la certezza che tre vittore consecutive e la successiva sosta aiuterebbero il Milan ad arrivare nelle migliori condizioni al derby spartiacque alla ripresa del campionato, prima che la classifica diventi definitiva con il recupero di fine mese contro il Genoa.
Sulla gara contro il Sassuolo si è già detto tutto, con i giusti elogi a Suso ritrovato goleador e a Donnarumma, ancora una volta decisivo. Da qui bisogna ripartire per ricordare non soltanto che il Milan è l’unica squadra che ha sempre subito gol in campionato,ma che al di là di questi numeri ci sono le troppe occasioni concesse agli avversari domenica sera ma anche in precedenza. Su questo limite Gattuso dovrà lavorare, perché non si può pensare di andare troppo lontano, raggiungendo cioè il traguardo minimo del quarto posto, se si continua a soffrire così tanto dietro. Il recupero di Caldara, che prima o poi sarà disponibile per motivi fisici e tattici, ma soprattutto una maggiore copertura a centrocampo devono aiutare la squadra a trovare l’indispensabile equilibrio per correre meno rischi. Il primo grande Milan di Berlusconi vinceva non soltanto perché aveva Van Basten e Gullit in attacco, ma anche perché Giovanni Galli era protetto da una super difesa guidata dal gradissimo capitano Baresi e così spesso il portiere rossonero in pagella aveva un “senza voto”. La morale è che vincere non basta, se non si cerca sempre di migliorare. E allora guai a esaltarsi.Il bello, ma anche il difficile, deve ancora arrivare.


