Rino, il campo ti è galantuomo. Elogio a Biglia, elemento indispensabile per il Milan. Ibra-Paquetà, tra obiettivi e difficoltà
Pietro Mazzara
Finire il secondo blocco di stagione con un filetto di vittorie e mettersi alle spalle quei tre pareggi che, alla luce dei fatti, pesano come macigni. Già perché i quattro/sei punti lasciati giù tra Cagliari, Atalanta e Empoli avrebbero disegnato una classifica diversa, con una posizione più altolocata, ovvero dove il Milan ambisce a stare. Poco male, perché dopo la X di Empoli, in molti erano pronti a fare il funerale a Gattuso, aleggiando il fantasma di Antonio Conte con estrema facilità nell’assonanza di idee. Eppure contro il Sassuolo, Rino ha saputo fare di necessità virtù e ha vinto bene, così come ha vinto in Europa League contro l’Olympiacos giovedì e ieri contro il Chievo. Voleva questo e lo ha ottenuto e potrà lavorare serenamente durante queste due settimane di pausa, dove spera di poter recuperare alcuni acciaccati. Romagnoli è partito per Coverciano, ma potrebbe tornare a Milanello se la visita medica con la nazionale dirà che non potrà esser a disposizione di Mancini. Per Cutrone dipenderà dalle reazioni della sua caviglia, ma in ogni caso, chi resterà a Milanello, lavorerà duro, non c’è dubbio. Perché alla ripresa c’è il derby, che è sempre un’arma a doppio taglio.
La giusta celebrazione di Higuain e Suso, che stanno affinando il feeling in campo, rischia di mettere in secondo piano un altro protagonista assai discusso sia tra i tifosi sia tra i giornalisti: Lucas Biglia. L’argentino, da quando ha iniziato a carburare, ha fatto svoltare la squadra e per capire la sua importanza dentro allo scacchiere tattico di Gattuso, bisognerebbe guardare il numero di palloni che recupera e che gioca davanti alla difesa. Non è Pirlo, non è Xavi e non è Pjanic, ma Biglia è l’ingranaggio attorno al quale gira tutto. Inutile aspettarsi cose fantasmagoriche o colpi di classe che a San Siro non si vedono da anni in quella porzione di campo, ma è lecito aspettarsi da lui prestazioni come quelle con Sassuolo, Olympiacos e Chievo. E non ci si deve fermare ad analizzare le sue prove su episodi singoli, ma bisogna imparare a guardarle nella loro complessità e li, forse, qualcosa cambierà nella considerazione di Lucas.
Ibrahimovic-Paquetà, è già mercato? Forse si, in base a quelle che sono le avvisaglie degli ultimi giorni. Lo svedese tornerebbe al volo al Milan, non solo per sei mesi. Zlatan gradirebbe concludere la carriera nel club dove si è sentito amato come un dio e se a gennaio ci saranno i presupposti, allora si potrà provare il clamoroso ritorno. Sul centrocampista brasiliano, che ha dato un gradimento al Milan come destinazione, rimane altissima la valutazione del Flamengo, ovvero 50 milioni di euro.


