La casa dei fantasmi
Luca Serafini
Inter e Betis rigettano il Milan in uno sprofondo di cui c’erano state sporadiche, sospette avvisaglie, mai però una sensazione netta, sinistra e deprimente come il risveglio in questa settimana da incubo. Salterà forse, probabilmente, prima o poi, anche Rino Gattuso allungando la serie di teste mozzate da Allegri a Seedorf, da Inzaghi a Mihajlovic, da Brocchi a Montella. Cambiano i colpevoli, non lo spartito... cambiano i sacrificati di una società che si è trasformata in 7 anni da una reggia a una casa di fantasmi, le chiavi dei portoni passate di mano in mano, difesi da un esercito scalcagnato con nessun condottiero e troppi soldatini di cartapesta. Sin troppo facile illudersi e prendere abbagli, sorretti dall’amore trasformato in rabbia e risentimento, anche nei confronti di ex bandiere che la storia hanno fatto sul campo. Una resa, tra campionato ed Europa League, avvilente e senza apparenti appelli.
Nel momento più difficile, anche Gattuso pare sopraffatto dallo scoramento e dalla confusione. Acerbo, per quanto innamorato e orgoglioso. Forse davvero mai del tutto accettato da un ambiente affamato di guide salde e credibili. Resta l’idea netta e definita che, prima di un grande, consacrato allenatore debba comunque essere prima ricostruita una squadra per qualche tempo capace di illudere di avere una base credibile. La base, chissà, è davvero decente, ma la crescita e le prospettive sono sicuramente lontane.
Non è tutto da buttare. Bisognerà ripartire, Gattuso o chi per lui, dalle poche esili certezze. L’unica cosa che certamente è finita, è la pazienza dei tifosi. Non la ripida salita che ancora attende Leonardo e Maldini in piedi sui pedali.


