Cutrone-Higuain coppia da 30 gol ma ora Gattuso deve trovare la quadratura per blindare la difesa
Alberto Cerruti
Meglio tardi che mai, viene voglia di dire. Perché da un anno, quando c’erano i vari Kalinic e Andrè Silva, dico e scrivo che Cutrone deve partire titolare. E il 4 settembre scorso, qui su Milan news, ho invitato Gattuso a trovare una nuova formula per far coesistere Cutrone e Higuain, perché un bravo allenatore sa cambiare il modulo tattico adattandolo ai giocatori di cui dispone. Il campo ha dimostrato che Cutrone e Higuain possono giocare vicini senza pestarsi in piedi. Nel campionato scorso Cutrone ha segnato dieci gol senza rigori, giocando soltanto a intermittenza. Higuain ha sempre segnato tanto in ogni squadra, dal Napoli alla Juventus per rimanere alla nostra serie A, per cui lui e Cutrone possono realizzare 30 gol come minimo in questo campionato. Mi auguro, quindi, che questa soluzione possa essere quella definitiva, anche se indirettamente rivelerà l’incredibile errore del mercato estivo, perché invece di Bakayoko sarebbe servita una terza punta di scorta, senza pretese di fare il titolare, tipo l’ex milanista Matri ora panchinaro al Sassuolo.
Mercoledì sera contro il Genoa la coppia Cutrone-Higuain dovrà confermare quanto di buono fatto contro l’altra squadra genovese, ma anche se non si ripetesse sarebbe sbagliato tornare al 4-3-3. Caso mai, a questo punto bisogna evitare l’effetto coperta-corta, perché dopo aver trovato la chiave per segnare di più, senza lasciare troppo isolato Higuain, occorre chiudere finalmente la porta. Donnarumma incassa gol in campionato da quindici partite consecutive e nessun’altra squadra quest’anno, nemmeno il Chievo sottozero, ha sempre subito almeno una rete nelle prime dieci gare. La colpa non è soltanto di Donnarumma, visto che anche Reina è stato battuto due volte dal Betis in Europa League, ma di tutto il reparto perché Calabria a destra e Musacchio al centro si distraggono troppo nei momenti decisivi. Come insegnano a Coverciano, però, se una squadra incassa troppi gol, le responsabilità vanno ricercate anche nel centrocampo che non protegge come dovrebbe. E qui Gattuso può fare poco, perché Biglia gioca soltanto in orizzontale, mentre Kessie che ha maggiore freschezza e potenza di lui è più portato a correre che a coprire. L’inserimento di Laxalt davanti al ritrovato Rodriguez serve ma non è sufficiente, perché l’uruguaiano è un uomo di fascia e non un centrale, senza dimenticare che la sua presenza toglie spazio a Bonaventura, il centrocampista più completo del Milan. Né si può chiedere a Suso, che fa sempre la differenza con i suoi cross e i suoi tiri, di sdoppiarsi in un lavoro di copertura per il quale sono già stati bravi a sacrificarsi sia Cutrone sia Higuain contro la Sampdoria. Ecco perché Gattuso è a buon punto con il lavoro, anche se il Milan per arrivare al quarto posto deve crescere ancora, alla ricerca del giusto equilibrio. I campioni a disposizione, però, sono pochi e soprattutto le riserve fin qui hanno deluso, con l’unica parziale eccezione di Castillejo, oltre al già citato Laxalt. E siccome in campo vanno i giocatori, non bisogna chiedere miracoli a Gattuso, né tantomeno rimetterlo in discussione al prossimo pareggio.


