#Icinquespunti di Milan-Sampdoria - Attenti a quei due, il modulo e la reazione: Gattuso ottiene le risposte che voleva
Pietro Mazzara
Dopo le due sconfitte con Inter e Betis, il Milan ha rialzato la testa contro la Sampdoria in una partita tutt’altro che facile. Cambiare pelle in 48 ore non è mai sinonimo immediato di risultati, ma Rino Gattuso è riuscito a dare la scossa al suo gruppo, che contro la miglior difesa del campionato è riuscito ad avere una produzione offensiva costante, variegata ed efficace. Ovviamente ci sono delle situazioni che vanno oleate e solo con gli allenamenti e con le partite, certi meccanismi potranno essere messi a posto. Ma la strada intrapresa può essere quella giusta, anche per avere più dimestichezza con un altro sistema di gioco che, di questi tempi, non fa mai male. Adesso con il Genoa è pronta la prova del nove, in tutti i sensi. Perché il doppio centravanti funziona e nei genovesi c’è quel Piatek che tanto bene ha fatto in avvio di campionato. Ma bando alle ciance, questi sono i cinque spunti principali che ci ha lasciato Milan-Sampdoria:
LA RISPOSTA DELLA SQUADRA
Era la cosa più importante insieme al risultato. Il Milan è apparso nuovamente cattivo a livello mentale e reattivo sotto quello fisico. Segno evidente che quanto visto contro il Betis era un riflesso condizionato dalla batosta del derby. Quando su San Siro è calato il gelo dopo il gol di Quagliarella, la fiamma dei giocatori non si è spenta, ma ha continuato ad ardere con il pareggio di Higuain che ha riscaldato anche il resto dello stadio. Ma è stata anche la tenuta nei momenti finali, dove le forze iniziavano a scarseggiare, che deve far ben sperare per il futuro. È mancato il colpo per chiudere definitivamente la partita che si è spento sul palo di Laxalt. Ma dell’atteggiamento di tutti, subentrati compresi, si può essere soddisfatti.
ATTENTI A QUEI DUE
C’era chi temeva, in via preventiva, che Higuain e Cutrone si potessero pestare i piedi. Invece i due hanno dato dimostrazione di come possano essere complementari. Inizialmente hanno giocato in linea, poi il Pipita ha iniziato a fare la seconda punta, giocando qualche metro più sotto rispetto a Patrick, il che gli ha consentito di essere più a contatto con il pallone e, di conseguenza, più coinvolto nello sviluppo della manovra. Quando poi è arrivato il momento di essere concreti, ecco che il gioco di coppia ha funzionato alla grande, con il triangolo Higuain-Cutrone-Higuain che ha portato al gol del 2-2. All’inizio era stato Patrick a sbloccare la partita con un bel colpo di testa su assist di Suso. Anche nella fase di non possesso, i due attaccanti hanno saputo gestire bene i tempi della pressione. E avere due così che ti vengono a prendere alti non è mai bello per i portatori di palla.
BIGLIA FONDAMENTALE
La centralità di Lucas all’interno di qualsiasi sistema di gioco che venga adottato è ormai palese. L’argentino, anche ieri, ha sfoderato una prestazione magistrale nel dare equilibrio alla squadra. Tanti palloni recuperati, molti tirati fuori dalla lavatrice quando era pressato e gestione dei tempi della manovra da grande metronomo. Anche per lui vale il discorso generale, che il passaggio al 4-4-2 deve ridefinire le zolle nelle quali lui e Kessie dovranno agire. Andranno registrati sincronismi sia con l’ivoriano sia con l’esterno di sinistra. Ma Biglia continua ad essere uno dei centri gravitazionali di questo Milan.
IL GIOCO
Scrollata di dosso un po’ di paura, il Milan è tornato a macinare un buon gioco corale. Sia nello stretto sia, soprattutto, quando è andando a cercare l’ampiezza, dettata dai movimenti in sincro delle due catene laterali composte da Calabra-Suso e Rodriguez-Laxalt. La produzione offensiva è aumentata, i cross dalle bande laterali hanno prodotto un gol e diversi problemi alla retroguardia doriana e i diversi ribaltamenti di fronte hanno spesso permesso di stanare il lato debole degli ospiti. Una soluzione che ha spesso permesso di trovarsi in superiorità numerica e che ha generato anche l'azione del gol dell'1-0, dove il giro palla è stato veloce così come la lettura di Calabria nel mettere Suso nella possibilità di attaccae la profondità della fascia destra senza essere troppo pressato.
LE DUE FASI DI SUSO
Lo spagnolo, con un gol e un assist, è stato fondamentale nella vittoria di ieri esattamente come Cutrone e Higuain. Piazzato largo a destra, ha messo in mostra tutto il suo repertorio tecnico, arrivando a calciare con più efficacia, come dimostra il gol, il tiro parato da Audero e un numero parecchio alto di palloni messi in mezzo all’area. Il fatto di partire qualche metro più largo rispetto al 4-3-3, consente alle sue traiettorie di essere più efficaci potendosi alzare prima di trovare l’impatto con il difensore che lo prende in consegna. Tra le cose da migliorare c’è la sua attitudine alla fase di copertura. Ieri, soprattutto nel secondo tempo, ha spesso mollato al terzino il laterale doriano. Da capire se il compito datogli da Gattuso era quello di stringere sulla mezzala o se, invece, si è trattato di stanchezza e di attitudine da migliorare. Poco male, però, perché se il rendimento è quello di ieri, il problema è di chi deve marcarlo.


