Romagnoli nuovo leader del Milan: può essere l'anno della sua definitiva consacrazione
Enrico Ferrazzi
Se il Milan ha battuto il Genoa e ha raggiunto la Lazio al quarto posto deve dire grazie ad Alessio Romagnoli, che al 92' si è inventato un gran pallonetto da fuori area, sfruttando un errore in uscita di Radu. Dopo la partenza di Bonucci in estate, il numero 13 milanista non solo ne ha ereditato la fascia da capitano, ma anche il ruolo di leader della retroguardia rossonera. Nonostante i troppi gol presi finora, è innegabile che Romagnoli sia un giocatore nuovo rispetto ad un paio di stagioni fa, molto più maturo e in continua crescita.
LEADER IN CRESCITA - A riferirlo è l'edizione odierna di Tuttosport che spiega che questo può essere davvero l'anno della consacrazione di Alessio: anche senza avere più al suo fianco un campione come Bonucci, il capitano rossonero è diventato un punto di riferimento non solo della retroguardia milanista, ma di tutto lo spogliatoio del Diavolo. Nell'ultimo anno, Romagnoli ha avuto una crescita esponenziale e ora è diventato un giocatore imprescindibile nel Milan di Rino Gattuso.
MATURITA' - Anche mercoledì, dopo il successo contro il Genoa, il numero 13 rossonero ha parlato da vero leader: "E' stato bello, meritavamo la vittoria, sono stato sfortunato sull'autogol, mi dispiace ma mi sono fatto perdonare. Sono state fatte troppe critiche a questa squadra, dobbiamo continuare a migliorarci e guardare avanti". Parole che mettono in mostra anche tutta la sua maturità, nonostante abbia solo 23 anni.


