Non sarà una stella ma parliamo di un vero leader: Higuain spazza via le voci e dà il "benvenuto" a Ibra
Matteo Calcagni
Dopo il rigore fallito contro la Juventus, il cartellino rosso, la reazione, le critiche (giustificate sì ma strabordanti), la figura di Gonzalo Higuain è stata vivisezionata, il suo ruolo al Milan messo in discussione, la sua permanenza diventata incerta. Voci ed indiscrezioni che vanno rispettate, ma che hanno fatto diventare (ovviamente su carta e social) il Pipita da "salvatore della patria" a profondo problema. Ha fatto bene il Milan a scegliere di farlo parlare alla vigilia della sfida al Dudelange, facendo chiarezza su tante questioni emerse in queste ultime due settimane e mezzo. Il concetto principe, delle parole dell'ex bianconero, è stato il seguente: "Non ho mai pensato di lasciare, la mia testa è tutta sul Milan e non mi sento la stella. Sono uno in più di questo gruppo, uno che deve aiutare a raggiungere la Champions. La base dello scorso anno mi ha spinto a venire qui, speriamo di raggiungere entro Natale i nostri due obiettivi". Non sarà una stella, ma su questo abbiamo qualche dubbio, ma è chiaro che il classe '87 è un leader vero.
VOLTARE PAGINA - Il Pipita non avrà estasiato la platea milanista nei suoi primi mesi in rossonero, ma ha comunque realizzato sette reti, servendo anche un assist da tre punti in Milan-Roma. Cosa sarebbe successo se Szczesny non avesse indovinato l'angolo del tiro dal dischetto? Higuain sarebbe stato trattato come un re, come il "vendicatore" verso la Signora che l'aveva tradito. I rigori segnati o falliti hanno caratterizzato le carriere di molti giocatori, ma demonizzare il classe '87 per un errore, in una partita che il Milan probabilmente avrebbe perso anche se fosse andato sull'1-1, è eccessivo ed ingeneroso. Doveroso quindi voltare pagina, pensare al presente, dove Higuain continua ad essere il numero 9 del Diavolo.
I GOL ED IBRA - "Ho tanta voglia di giocare e di segnare davanti al nostro tifo, ma le avrò sempre finché sentirò amore e passione per questo sport. Per me è stato soddisfacente vedere la squadra lottare a Roma, domani spero di poter contribuire e di aver imparato dall'errore contro la Juventus. Spero di non commetterne più". Ha dichiarato Gonzalo, sottolineando poi, da vero leader, dove dovrebbe crescere la formazione milanista: "Dobbiamo migliorare quando gestiamo il vantaggio, più testa in campo. È quello che ci chiede il mister, se sbagliamo qualcosa di non abbatterci. Stare concentrati novanta minuti". E Ibrahimovic? Alcuni hanno sostenuto che il suo eventuale arrivo avrebbe potuto creare malumori con il Pipita, ma l'argentino è di una opinione completamente differente, senza però dimenticare Patrick Cutrone: "Normale che sia un grande giocatore, piace a tutti giocare con i big. Ma qui abbiamo anche un ragazzo che ha grandissimo futuro come Cutrone e voglio insegnargli tutto quello che so".


