Gattuso sottolinea gli errori del suo Milan: per andare in Champions non basteranno le prestazioni
Due rigori e un cartellino rosso mancante a Mandzukic. Questo il bollettino, di "guerra", della prestazione arbitrale di Fabbri allo Stadium: una gara evidentemente condizionata da scelte erronee, tutte a sfavore dei rossoneri. Basti pensare al giallo, assurdo, rivolto a Calhanoglu nel secondo tempo, con il centrocampista turco reo di aver sfiorato con la schiena un avviluppante Bernardeschi. Eppure, nonostante la mole di episodi a senso unico, il Milan non può cadere nell'errore di sentirsi esclusivamente defraudato.
LA SAGGEZZA DI RINO - Rino Gattuso, con grande lucidità, nel postpartita è stato molto chiaro: "Oggi potevamo essere più bravi, abbiamo fatto due errori che ci sono costati cari". Il Milan ha perso sicuramente per la prestazione infausta di Fabbri ma anche per alcune topiche fatali. E' inammissibile che i rossoneri, spesso in controllo, si facciano quasi sempre male da soli: in questo caso hanno sbagliato Musacchio e Calabria, ma prima di loro sono cascati in tanti. Giocare così a Torino e passare in vantaggio è una caratteristica da grande squadra, sciogliersi sul più bello come neve al sole no.
CAMBIAMENTI - Se il Milan vorrà centrare la qualificazione in Champions League non basteranno dunque le grandi prestazioni, ma servirà una cattiveria ed una concentrazione costante. Perché sbagliare ci sta, ma evaporare all'ultimo miglio diventa un grave limite. In Serie A, negli ultimi due campionati, il Diavolo è riuscito a vincere soltanto due "big match", entrambi contro la Roma, uno a San Siro e uno all'Olimpico: zero le vittorie contro Juventus, Napoli, Inter e Lazio. Proprio contro i biancocelesti, sabato prossimo, ci sarà l'ultimo "grande confronto" della stagione: un appuntamento dove il Milan dovrà sì ripetere la prova dello Stadium, ma anche evitare di scivolare nei momenti decisivi, compromettendo gare che meriterebbe di vincere.


