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E’ arrivata l’ora di Paquetà per battere la Lazio domani e fermare il Torino in campionato: vietato fallire per lui e il Milan

23.04.2019 00:00 di Alberto Cerruti    per milannews.it   articolo letto 1760 volte
E’ arrivata l’ora di Paquetà per battere la Lazio domani e fermare il Torino in campionato: vietato fallire per lui e il Milan

Domani si ricomincia, senza alibi e soprattutto senza distrazioni. E’ vero che il quarto posto era l’obiettivo principale della stagione, ma quando si arriva in semifinale di coppa Italia dopo aver pareggiato 0-0 in trasferta la gara d’andata, battere la Lazio e arrivare in finale non è più il massimo ma il minimo. L’occasione è troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire, anche perché quest’anno in finale non ci sarà la solita Juventus pigliatutto, che tra l’altro ha già strappato al Milan la Supercoppa italiana, il 16 gennaio scorso. E poi vincere un trofeo, contro Atalanta o Fiorentina, sarebbe il modo migliore per riprendere le vecchie e buone abitudini del Milan in cui giocava Gattuso, per preparare la prossima stagione dimostrando al fondo Elliott che vale la pena investire altri milioni per rinforzare ulteriormente la squadra. Testa concentrata soltanto sulla Lazio, quindi, tra l’altro in fase calante in campionato, puntando sul ritorno di Paquetà, fermato nel momento più importante della stagione da un infortunio ma ora di nuovo a disposizione. Il brasiliano è l’unico centrocampista in grado di smarcare e lanciare Piatek, l’altro grande colpo del mercato invernale. Come si stanno rendendo conto tutti, per la serie “meglio tardi che mai”, Calhanoglu è un giocatore sopravvalutato che cerca inutilmente, e con insistenza, la soluzione personale con grande egoismo e scarsa precisione al tiro. Paquetà, invece, se schierato al centro e non confinato sulla fascia sinistra con compiti da mediano, è l’uomo di classe e fantasia che manca al centrocampo del Milan ed è mancato nelle ultime partite, anche nell’unica vinta 1-0, su rigore, proprio contro la Lazio. Mai come stavolta, quindi, anche se un giocatore da solo non basta mai, può essere lui a svegliare il Milan. E a quel punto se davvero arriverà la qualificazione alla finale di coppa Italia, possibilmente senza supplementari per non intossicare troppo le gambe e la testa, la sfida al Torino in trasferta farà meno paura nella corsa al quarto posto.

Premesso che tra i due litiganti Torino e Milan, non bisogna dimenticarsi della Roma che potrebbe essere il classico terzo che gode, specie se continuerà a giocare come nel primo tempo contro l’Inter, uscire con un pareggio o meglio ancora con un successo domenica sera aiuterebbe a trovare lo sprint vincente per le ultime quattro partite. Quattro come il quarto posto che non deve sfuggire, ricordando che a un certo punto il Milan era addirittura al terzo e c’era chi sognava persino di agganciare il Napoli al secondo. Meglio tenere i piedi per terra e pensare a giocare con personalità, imponendo il proprio gioco fin dall’inizio, senza aspettare che gli altri abbassino il ritmo, oppure che un episodio fortunato aiuti i diavoleti di Gattuso. La verità è che Piatek non può segnare, se la squadra non lo aiuta come non aiutava Higuain, a prescindere dal suo carattere ben diverso da quello del polacco. Ecco perché mai come adesso per rilanciare il Milan serve il miglior Paquetà. Che non a caso fa rima con qualità.


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