Mercato, 2 top. La mission di Amorim su Goncalo Ramos. Per forza Krosche?
La prima settimana di sosta è quasi passata, un piccolo sospiro di sollievo per chi non vede l'ora di rivedere in campo il Milan. Il lato positivo è sicuramente rappresentato dalla possibilità, per Amorim, di migliorare la condizione di diversi giocatori rimasti a Milanello. Su tutti Pulisic, che è alla ripresa potrà presentarsi finalmente in condizioni ottimali. Ma anche Gila, che potrà sfruttare questa pausa per lasciarsi alle spalle i piccoli problemi che lo hanno accompagnato nelle prime partite. Alla ripresa ci sarà un tour de force incredibile.
Tempo di primi bilanci, parziali ovviamente. La classifica è la cosa migliore. 11 punti su 15, avendo giocato 3 trasferte, tra cui Juve e Lazio, rappresentano un bottino soddisfacente. Vero che il primo posto si trova a sole 2 lunghezze, ma un obiettivo realistico può essere un piazzamento per la prossima Champions League.
Degli acquisti estivi, 2 hanno avuto un impatto subito straordinario: Diego Moreira e Gila. Al primo va trovato un posto da titolare, mentre a gennaio non sarebbe male acquistare un altro difensore, del livello dello spagnolo, per il centro della difesa, nonostante la crescita di De Winter. In attesa che esploda anche Goncalo Ramos. Il rendimento del portoghese è stato molto discusso. Partiamo da un'analisi fredda dei numeri: 1 gol in 6 partite non può essere soddisfacente. La partecipazione al gioco e il sacrificio sono invece encomiabili. L'obiettivo, credo, debba essere quello di alzare la quota reti, magari chiedendogli un lavoro meno sfiancante senza palla. Una delle mission più importanti per Amorim sarà quella di portarlo di più a concludere e a segnare. Sarebbe troppo importante per il Milan poter tornare a contare dopo tanti anni su un centravanti prolifico. Anche perché l'unica alternativa oggi è rappresentata da Camarda: giovane, con un solo gol all'attivo in Serie A. Ancora senza voto ovviamente Diawara, e da valutare meglio Hutchinson che si è soltanto intravisto in campo.
A livello dirigenziale resta un vuoto che pare Cardinale voglia colmare. Tra i nomi più accreditati resta quello di Krosche dell'Eintracht, già inseguito la scorsa estate. Nulla da obiettare sulla competenza del 46enne tedesco, ma resta poco comprensibile l'esterofilia del proprietario del Milan: dirigenza, a eccezione di Calvelli, straniera, tecnico portoghese, squadra con pochissimi italiani. I Club che hanno vinto nel nostro Paese non avevano esattamente queste caratteristiche...


