Paquetá trequartista, ma con quale modulo? Gattuso studia il doppio schieramento
Non c'è più nulla da difendere, il Milan ora può e deve solo attaccare. Scivolato al settimo posto, lontano tre punti dalla zona Champions, in crisi di gol e di risultati, il Diavolo si riscopre con le spalle al muro a solo quattro giornate dalla fine. Un tracollo settimana dopo settimana, che rischia di decapitare la stagione della rinascita a pochi passi dallo striscione del traguardo. E lunedì sera, contro il Bologna, l'unico risultato che dà senso al resto del campionato è la vittoria.
Tre punti da strappare all'ex avvelenato Mihajlovic con tutta la fantasia a disposizione. È Paque-time, non può più essere rimandato. Sarà Lucas Tolentino Coelho de Lima l'uomo chiave nel posticipo di San Siro. Dai suoi piedi e dal suo talento passeranno le percentuali di vittoria del Diavolo. Secondo le ultime da Milanello, il brasiliano sarà sprigionato dai troppi dettami tattici e difensivi, lasciato libero di inventare dietro le punte ed in zona gol. Un ruolo che aveva dato vibrazioni positive nei trenta minuti iniziali contro l'Udinese, prima che Behrami decidesse di metterlo fuori causa con il tackle sulla caviglia.
Recuperato e rientrato contro il Torino, ora Paquetá sarà chiamato ad illuminare fra le linee contro i rossoblù. Ma con quale modulo? Mister Gattuso, nelle lunghe ore di ritiro a Carnago, starebbe studiando e bilanciando due schemi tanto vicini quanto diversi: il 4-3-1-2 con Cutrone e Piatek ed il 4-2-3-1 con l'unica punta e l'avanzamento dell'ex Flamengo. L'unica certezza è la presenza, 'da numero dieci', del classe '97, il resto è tutto in fase di analisi e di prova. Gli uomini di Miha, trascinati da Pulgar e Sansone, verranno al Meazza spregiudicati, con un 4-2-3-1 di qualità unito alla necessità di salvarsi. Un Milan a specchio con i rossoblù, giocando poi sulle qualità individuali ed i colpi dei singoli, potrebbe essere un azzardo, ma se non si prendono rischi ora che ancora tutto è in gioco quando ha senso farlo?


