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Diavolo in equilibrio, dopo tanti giri torna a casa: sei punti col 4-3-3TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
lunedì 13 maggio 2019, 19:00Primo Piano
di Daniele Castagna
per Milannews.it

Diavolo in equilibrio, dopo tanti giri torna a casa: sei punti col 4-3-3

Quando la tempesta batte forte, Gennaro Gattuso ritrova la via della vittoria con l'equilibrio. In campo e fuori. Equilibrio nelle scelte e nella gestione dei rapporti, vedi caso Bakayoko, così come quello dei moduli e degli schemi tornati all'idea di fondo. Il Milan ha fatto un giro largo, ha provato a cambiare e snaturarsi, per poi tornare al successo rientrando a casa, la propria casa costruita nelle ultime due stagioni, il 4-3-3. 

Un modulo che, con gli interpreti attuali, non profuma di calcio champagne, ma ha pagato nel momento più nero riciclando nella spazzatura delle macerie sei punti pesanti contro Bologna e Fiorentina. Invertendo nettamente la tendenza dell'andata, quando il Diavolo sotto le feste venne in contatto con l'acqua santa e si schiantò con uno 0-0 horror al Dell'Ara e cadendo in casa sull'unico tiro in porta dei Viola, firmato Chiesa. Oggi tutto è diverso, il bottino pieno è centrato e l'obiettivo è di replicare nuovamente il double con Frosinone e SPAL, con orecchie tese verso ciò che succede allo Stadium... Alla base di tutto però, c'è la riconferma del 4-3-3.

Contro Mihajlovic prima e Montella poi, lo schieramento è tornato solido ed equilibrato. Con le spalle al muro e in difficoltà, i ragazzi di Rino hanno ritrovato sacrificio e voglia di lavorare in funzione del risultato, anche a costo di sputare sangue sulla maglia. Un po' per scelta un po' per necessità, i rossoneri hanno rinunciato ai pensieri sulle due punte, sul trequartista o sulla difesa a tre. Si rientra in carreggiata, con gli uomini rimasti fra infortuni e squalifiche, con la base di lavoro di tutta la gestione gattusiana. Con qualche piccola modifica forzata: Çalhanoglu più al centro della manovra, vestendo l'abito buono della mezz'ala, e l'inserimento di Borini capace di produrre un'instancabile doppia fase. Magari non l'uomo più qualitativo in rosa, ma dodici chilometri garantiti ad ogni partita ad arare la corsia mancina. Perché anche così, di equilibrio e carattere, si portano a casa obiettivi e stagioni.

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