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Fino alla fine: sarà vero? I 25mila di Kakà: sono tornati. Leonardo e Gattuso: trasparenza e progetto

18.05.2019 00:00 di Mauro Suma    per milannews.it   articolo letto 2502 volte
Fino alla fine: sarà vero? I 25mila di Kakà: sono tornati. Leonardo e Gattuso: trasparenza e progetto

La Juve è la Juve, ce lo dicono fino allo sfinimento. E che faccia la Juve, allora. Fino alla fine, ci ripetono fino all'ossessione. Fino alla fine o fino a quando ne abbiam voglia? Non siamo qui col piattino. Sia ben chiaro e ci sembra di immaginarlo lo sghignazzo del tifoso che non vede l'ora di fare un favore all'Atalanta. Ci sta, cose da tifosi. Ma lo statement di un grande club europeo e mondiale deve sapere essere altra cosa. Noi la riconosciamo la Juventus quando gioca con noi: affamata, vera, spietata. Non si molla mai niente, è stata la leva che ha fatto crescere la squadra degli Otto scudetti. Beh, nel secondo tempo di Roma si è mollato. Eccome se si è mollato. E se ci sono squadre in lotta Champions, rispetto alle quali con alcune si dà tutto e con altre meno, si falsa un po' tutto. E quel tutto è una volata per la partecipazione alle competizioni sotto l'egida Uefa. Gli elementi in grado di dare ampie motivazioni per vincere contro l'Atalanta non mancano: la cerimonia di premiazione, il saluto al proprio pubblico, il saluto ad Allegri vincitore di 11 titoli, un progetto che va avanti e punta all’Europa, CR7, che rischia di non vincere la classifica cannonieri (per un investimento da 160M per il solo anno 1 sarebbe quantomeno imbarazzante…). Non può e non deve finire a tarallucci e vino con un pareggio che va bene a entrambi. Cristiano Ronaldo in Spagna queste cose non le ha mai viste e non le ha mai fatte.

E' successo qualcosa di storico fra i tifosi rossoneri in questa stagione: sono tornati. Definitivamente. Tutti e incondizionatamente. Era dal 2009 che non accadeva. Cosa è accaduto nel 2009? Si è detto che non si vendeva Kakà e poi si è venduto Kakà. Quanto ci abbiamo pianto...e non solo noi. Certo che no. Ma da quella cessione ci sono almeno 25mila tifosi habituè di San Siro che non sono più venuti allo stadio. Potevi presentare Ibra, potevi vincere lo Scudetto, potevi fare quello che volevi, ma quei 25mila non ne hanno voluto più sapere. Quest'anno sono tornati. Se ci saranno 60mila milanisti anche contro il Frosinone, se chiudi il computo delle partite casalinghe stagionali di campionato a quota 1 milione e 30mila, vuol dire che i tifosi traditi dalla cessione di Kakà hanno rotto gli indugi. Hanno mollato i pappafichi e sono tornati. Occhio a questo aspetto: il popolo rossonero sempre presente e sempre carico è un campione in più. Il milanista non viene allo stadio solo se vince e solo per vincere. Secondo noi, nonostante le tante critiche che si becca sui social Rino Gattuso, i 25mila sono tornati perchè vedono cuore e onestà nel lavoro che è stato fatto quest'anno. Puoi giocare bene o meno bene, ma se sei trasparente, dedito, applicato e chiaro, il milanista c'è. Comunque sia e comunque vada, il Milan è ripartito. E' grazie a questi tifosi che poi può succedere tutto. I tifosi che spodestarono Farina, i tifosi che fecero capire nel 1986 a Silvio Berlusconi che ne sarebbe valsa la pena. I tifosi che, Champions o non Champions, ci saranno anche l'anno prossimo.

E che Milan si ritroveranno in campo e in società l'anno prossimo? Già...Attenzione, il fatto che il Milan abbia deciso di non commentare né smentire, non significa che sia vero quello che qualcuno sta ripetendo di giorno in giorno ma che proprio, scusate, non sta in piedi. Leonardo e Maldini sono nel cuore del progetto. Solo giovedì, con Gazidis, tre ore di riunione a Milanello. Ma non solo, riunioni continue, quotidiane, insieme. Vuol dire che c'è progetto e c'è programmazione. Insieme. E' giusto che i tifosi non si abbeverino alla fonte dei pettegolezzi di qualche detrattore. Lo stesso discorso vale per la situazione sull’allenatore. Gazidis, Leonaro e Paolo Maldini, per le persone che sono e per il rispetto che merita Rino Gattuso per la sua storia e per la sua umanità di oggi, non hanno mai prwso né mai prederanno contatti formali o informali finchè c’è un allenatore a bordo. E l'allenatore c'è, ha un contratto ed è stimato. Se mai si dovesse decidere di cambiare, sarà solo da allora che Gazidis, Leo e Paolo inizieranno a trovare un sostituto. Correttezza, processi chiari, fiducia e trasparenza. Questo serve e questo è dovuto ai tifosi per arrivare ad un Milan competitivo e autosufficiente come è nei progetti di Elliott.


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