Da dieci anni sempre sulla cresta dell'onda
Pietro Mazzara
Era arrivato nell’estate del 2001 dalla Juventus per quasi 80 miliardi di lire, chiuso in bianconero dal rampante David Trezeguet. Arrivò a Milano accolto come un eroe per le dichiarazioni rese quando ancora ufficialmente era della Juve affermando che: “Il Milan era il sogno della sua vita”. Parole che sembravano di circostanza ma che, invece, sono state solo l’inizio di una lunga e fantastica storia d’amore che non sembra voler finire. Filippo Inzaghi e la maglia numero nove del Milan tatuata, in maniera indelebile, sulla pelle e nel cuore.
Con i rossoneri, il Pippo del pallone nazionale, ha vinto tutto e lo ha fatto da protagonista mettendo la sua firma su due Champions League, uno scudetto, una supercoppa di Lega, due supercoppe Europee, timbrando il cartellino con il Siviglia nel 2007, una coppa Italia ed un Mondiale per club, vinto anche grazie alla sua doppietta che lo ha portato ad essere l’unico giocatore della storia del calcio ad aver segnato in tutte le competizioni europee e della FIFA, a livello di club. Dal quel lontano 2001 ad oggi SuperPippo ha avuto tanti compagni di reparto ma lui, il killer delle aree di rigore, è sempre rimasto al suo posto ed è anche una sorta di talismano: quando ha segnato alla prima di campionato, il Milan, a fine stagione, ha sempre alzato la Champions. La storia è fatta per ripetersi ed Inzaghi ne è l’esempio inconfutabile, un eterno bambino con una fame di gol, grande così.


