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L’assist di Infantino per Elliott. I due no fondati a Sensi e Veretout. La lezione da Seedorf ct esonerato

18.07.2019 00:00 di Franco Ordine    per milannews.it   articolo letto 2614 volte
L’assist di Infantino per Elliott. I due no fondati a Sensi e Veretout. La lezione da Seedorf ct esonerato

Rubrica settimanale in versione minestrone. Serve per affrontare tre temi uno diverso dall’altro che si riconducono alla stessa matrice rossonera. Cominciamo dal primo: Infantino. È il presidente della Fifa appena rieletto intervenuto a Firenze per celebrare i 60 anni della Lega pro e del suo fondatore Artemio Franchi, figura storica del calcio italiano diventato nel tempo una potenza nell’Uefa di quegli anni. Durante il suo intervento ha affrontato diversi temi e tra questi il più sottostimato dalle cronache dell’evento quello riferito alla riforma del Finalcial fair play. Ha detto Infantino: “Il nuovo sistema ha funzionato per ridurre la montagna di debiti dei club europei, adesso dev’essere rivisto per consentire ai nuovi proprietari d’investire per rilanciare il proprio marchio”. Come capisce anche l’ultimo degli osservatori si tratta di una spinta autorevole oltre che motivata alla posizione assunta da Elliott per conto del Milan nel recente contenzioso con Nyon. Avere l’appoggio del presidente della Fifa è sicuramente un assist per i piani d’investimento del fondo americano.

Il mercato del Milan. Com’era prevedibile è cominciata la rumba attorno ai “no” collezionati da Maldini e Boban in materia di calcio-mercato. A dire il vero, le cronache registrano anche trattative mai avviate com’è possibile verificare consultando le fonti. Per esempio Torreira non è mai stato chiesto dal Milan all’Arsenal ma è stato il suo procuratore a lanciare, attraverso siti e cronisti, la candidatura per ottenere da Londra un aumento di stipendio. Così dicasi per Praet che è stato liquidato dallo stesso Giampaolo oppure Andersen finito al Lione. Gli unici veri “no” incassati dal nuovo ticket dirigenziali sono stati Sensi e Veretout. Entrambi, tra l’altro, perché i dirigenti rossoneri non hanno voluto partecipare all’asta e in un caso (Veretout) perché intendevano chiudere la trattativa solo attraverso parziale scambio (Biglia). È stato utile dare questo segnale ai naviganti perché così si è capito che non è possibile dare l’assalto alla diligenza né incrementare il bottino degli agenti. Anche Bennacer, per lo stesso motivo, ha corso un bel rischio. Anzi, a dirla tutta, fosse stato per molti osservatori sarebbe stato utile lasciarlo a Empoli in serie B per impartirgli l’opportuna lezione.

L’esonero di Seedorf. Clarence Seedorf, dopo nemmeno un anno dall’incarico, è stato esonerato da ct del Camerun su input del ministro con delega allo sport per i deludenti risultati raggiunti in coppa d’Africa. Può capitare, intendiamoci bene. Eppure questo episodio, se vogliamo, riconferma un’antica convinzione secondo cui il mestiere dell’allenatore è molto complicato e diverso da quello del calciatore. E non sempre i fuoriclasse in campo sono riusciti a fare altrettanto bene in panchina. Basti pensare, per non andare molto lontano, a qualche eccellenza del passato tipo Platini ct della Francia, oppure Maradona con l’Argentina, o ancora Van Basten e via di seguito. L’elenco sarebbe molto lungo. Così come pare tutt’altro che casuale il fatto che a emergere nel ruolo di allenatore siano i centrocampisti. Banale spiegazione: forse perché sono abituati a organizzare in campo il gioco dei loro sodali.


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