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Soda lanciò Kayode: "Con me in prima squadra a 16 anni. A Gozzano gli schemi sulle rimesse"

Soda lanciò Kayode: "Con me in prima squadra a 16 anni. A Gozzano gli schemi sulle rimesse" TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Gaetano Mocciaro
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Gaetano Mocciaro
Oggi alle 11:23Serie A

Michael Kayode è diventato uomo copertina della Nazionale dopo il brillante esordio, condito da un gol nel successo per 1-4 in Turchia. L'esterno è destinato a diventare protagonista in azzurro, in Premier League lo è da più di un anno. Ma tutto è partito dalla Serie D, in un paesino in provincia di Novara e grazie a un tecnico che ha visto in lui qualità tali da lanciarlo in prima squadra a soli 16 anni. Ossia Antonio Soda. E proprio l'allenatore che lo ha fatto esordire (stagione 2020/21) ha raccontato Kayode ai microfoni di Tuttomercatoweb:

Antonio Soda, che effetto le ha fatto vedere Kayode in Nazionale A e farlo da protagonista?
"Quando ha segnato mi sono emozionato, non lo nego. Vedere un ragazzo che ho lanciato arrivare fino in Nazionale è una soddisfazione enorme. Ed era destino che segnasse subito, lui ha queste cose nelle corde. Pensate che è il primo 2004 ad aver segnato in Serie D ed è il giocatore che ha deciso l'Europeo U19 con un gol".

Serie D che Michael ha affrontato a 16 anni. 34 presenze e 2 reti nella sua prima stagione. Inevitabilmente anche l'ultima, visto il salto che ha fatto
"Era destinato agli Allievi. Quando me l'hanno fatto vedere l'ho provato con i grandi e non l'ho più tolto. In quell'anno c'era l'obbligo di far giocare almeno un 2000, un 2001 e un 2002. Lui era addirittura due anni più giovane. Vedevi subito che faceva cose che non facevano giocatori più impostati. Ancora non era stato inquadrato in un ruolo preciso, faceva tante cose. Nel mio 3-5-2 era perfetto come quinto perché aveva gamba. Il fatto che abbia fatto atletica leggera lo ha reso adatto a giocare a tutta fascia".

Anche a Gozzano ha avuto un impatto immediato
"Ricordo la prima partita che ha giocato da titolare, contro il Casale. Si è procurato il rigore che ci ha portato alla vittoria e ha salvato un gol sulla linea".

E con Kayode avete vinto il campionato
"Vinto peraltro con la squadra più giovane fra tutte quelle di Serie D. Un'impresa eccezionale. A Gozzano hanno sempre seminato bene, il lavoro con i giovani è notevole".

La scoperta di Kayode è un po' una medaglia sul petto
"Certamente ne sono orgoglioso. E ho avuto la fortuna di lavorare in una società che aveva tanti giovani forti. Certo, farlo esordire a 16 anni è anche un atto di coraggio ma aveva una forza pazzesca e nessuno lo saltava mai. Vedevi che era un predestinato e la cosa che mi ha impressionato maggiormente è che cresceva quotidianamente, assorbiva tutti i suggerimenti, ti seguiva in tutto".

Le famigerate rimesse laterali che sono simili a dei cross si vedevano anche a Gozzano?
"Assolutamente. Anzi, sono nate a Gozzano. Me ne avevano parlato i giocatori, che lo vedevano in palestra fare delle cose pazzesche sulle rimesse. Quando l'ho visto non ci potevo credere e ho deciso di sfruttare questa sua forza cucendoci degli schemi. A quanto pare anche al Brentford lo fanno. Pensi che mi hanno chiamato persino dall'Inghilterra per chiedermi di questa sua caratteristica".

È il terzino del futuro dell'Italia?
"Io penso di sì perché al di là delle qualità ha i valori giusti e una famiglia eccezionale alle spalle. Lui stesso è una persona già focalizzata mentalmente, nonostante l'età ha già una famiglia. Ha già una sua stabilità ed è umile".

È destinato a fare il salto di qualità anche a livello di club
"Direi di sì. Il Brentford ha investito 18 milioni ma non sarei stupito se arrivasse un'offerta da 50. Ha solo 22 anni ed è in costante crescita, diventerà sicuramente più forte di quanto non lo sia già".

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