Difesa? Attacco? No, collettivo! È il Milan dal sacrificio (tutti insieme) prima di ogni cosa
"Una vittoria di squadra". Sembra una frase fatta, di quelle "ordinarie" nel mondo del calcio, ma non lo è. E non perché a pronunciarla è stato Pioli dopo la partita con l’Empoli. È l’evidenza dei fatti a confermare la veridicità del concetto. La forza di questo Milan, al di là delle parate di Maignan, delle giocate di Leao e del guizzo di ieri di Kalulu, è il collettivo.
Segnano quasi tutti
Il Milan difende "da squadra", appunto, e attacca con altrettanto spirito di gruppo. Non a caso, il giovane Pierre Kalulu, con il gol messo a segno contro l’Empoli, è diventato il 16esimo marcatore rossonero diverso in questa edizione della Serie A. Scusate s’è poco... Insomma, Pioli ha messo su un’orchestra di spessore in cui ognuno, ovviamente con mezzi e forma differenti, legge e interpreta il proprio spartito in funzione del compagno, del bene comune, quindi del Milan stesso.
Parola d’ordine: sacrificio!
Un meccanismo quasi perfetto, che ha delle lacune, certo, ma che sopperisce alle stesse con l’impegno e la determinazione di tutti. E se da una parte, numeri alla mano, il Milan ha perso un po’ di brio nella manovra offensiva, dall’altra è cresciuto in solidità e stabilità. Ecco perché la gara di ieri assume un’importanza ancora più rilevante. La prestazione offerta con l’Empoli, infatti, è lo specchio fedele di ciò che il Milan di Pioli è diventato: una squadra matura che fa del sacrificio il suo mantra.


