Milan, lo scudetto passa anche per Pato
Matteo Calcagni
Pato o non Pato: questo è il problema. Il brasiliano, rientrato dall'infortunio in questo 2011, non sembra convincere e, in coppia con Ibrahimovic, incontra difficoltà evidenti. Non è un caso che, senza lo svedese, il verdeoro abbia disputato una gara sontuosa al Marassi contro la Sampdoria: due reti ed un immenso lavoro profuso, tanto da farlo uscire a fine partita con i crampi. La sfida contro la Lazio, che per certi versi si è trasformata in un incontro di boxe, può e deve insegnare un concetto evidente: non basterà il solo Zlatan per conquistare lo Scudetto. In una serata in cui la sfortuna e l'imprecisione hanno impedito che la palla finisse in rete, appare chiaro che il duo Ibra-Robinho possa ogni tanto incepparsi in zona gol.
Serve un surplus, un fattore che conduca il Milan alla vittoria, anche se la coppia di diamante svedese-brasiliana non riesce ad insaccare. Pato è l'elemento che potrebbe risultare decisivo nella corsa al titolo: fondamentale sarà trovare quella sintonia che al momento manca, un'arma che potrebbe garantire al Diavolo imprevedibilità ed infallibilità sottorete. Molto dipenderà soprattutto dall'ex Internacional che, attualmente, sembra soffrire piscologicamente la presenza di Ibrahimovic. Massimiliano Allegri, a Milanello, dovrà cercare di oliare i due fuoriclasse, andando ad affinare movimenti e passaggi. Il Diavolo non può fare a meno dei gol del "Papero", non avendo cannonieri di razza tra le sue fila oltre all'ex blaugrana.


