Black-out Milan. Così non va
Pietro Mazzara
La focaccia è indigesta. Il Milan impatta nuovamente a Genova con lo stesso parziale con il quale aveva chiuso la sfida con la Sampdoria e con la stessa dinamica: vantaggio rossonero, dominio territoriale della squadra rossonera e gol del pareggio nato alla prima occasione buona per gli avversari.
Due pareggi nelle ultime due partite, quattro punti buttati via più per demeriti rossoneri che per meriti degli avversari perché sia con la Lazio che contro il Genoa, i tiri in porta di chi si opponeva alla squadra di Massimiliano Allegri sono stati limitati.
Contro la squadra di Ballardini, risorta dalle ceneri di un periodo davvero nero, Ibra e compagni non riescono, ancora una volta, a chiudere la partita dopo essere passati in vantaggio e le occasioni per farlo ci sono state.
Pato e lo svedese si sono trovati, si sono cercati e si sono anche mandati a quel paese quanto il Papero, su un contropiede che poteva portare al raddoppio, ha servito Robinho in fuorigioco piuttosto che allargare sullo svedese che avrebbe potuto portare avanti un’azione importante e, forse, decisiva.
Il Napoli ha vinto e lo scontro tra Inter e Roma diventa quanto mai fondamentale per il futuro della classifica alla luce anche del recupero dei neroazzurri contro la Fiorentina in programma a fine mese all’Artemio Franchi.
Il fattore che più impressiona è la mole di occasioni create dal Milan in ogni partita e che non vengono concretizzata, un difetto che necessita di essere limato al più presto visto che continuando di questo passo le partite non le si vincono.
Sabato a San Siro arriva il Parma assetato di punti importanti per tirarsi fuori dalla zona che scotta ma servirà un altro Milan, un’altra intensità per ritrovare la retta via che, in queste ultime due gare di campionato, la squadra sembra aver perso di vista.


