Ancora in testa, ma per quanto? Robinho è insostituibile. Alla ricerca dell'identità perduta...
Matteo Calcagni
L'Inter batte la Roma e si porta a -5 dal Milan con una gara ancora da recuperare, mentre il Napoli rimedia alla sconfitta di Verona portandosi a -3. Un divario irrisorio, se consideriamo quanto vantaggio i rossoneri avevano accumulato negli scorsi mesi. Fatali, dopo i pareggi contro Udinese e Lecce, sono stati i due stop consecutivi contro Lazio e Genoa: un doppio capitombolo che ha pesato tantissimo sull'andamento attuale della classifica. Il Campionato è ancora lungo e, com'è ovvio, potranno esserci ribaltoni da ambo le parti, ma è altresì evidente che la situazione è piuttosto critica e preoccupante. Il Diavolo, dopo la sfida col Parma di sabato, entrerà in una fase caldissima del calendario, con scontri diretti e trasferte insidiose, come quelle di Palermo e Firenze. Riuscirà il Milan visionato nelle ultime settimane a rimanere in testa alla classifica? Bisogna anche ammettere che la fortuna, in tutta la sua malevolenza, ha totalmente voltato le spalle alla squadra di Allegri: il doppio palo di Ibrahimovic e il passaggio rimpallato su Floro Flores non possono non gridare vendetta. Sarebbe tuttavia un errore trincerarsi dietro la malasorte, nascondendo le tante lacune di questo Milan. Dopo aver sbancato Catania con una prova di grande cuore, la squadra rossonera è apparsa troppo molle ed imprecisa: due tempi sono stati regalati a biancocelesti e genoani, incidendo incredibilmente sui risultati finali.
In entrambi i casi il tecnico toscano ha tentato la carta Cassano: mossa che, per due volte consecutive, non ha pagato. Pato ha risposto con i fatti alle critiche mossegli in settimana, mentre Robinho, sostituito a favore del barese, ha dimostrato quanto sia fondamentale per il gioco di questo Diavolo. Al Marassi, dopo un primo tempo di grande fattura, l'uscita dal campo dell'ex Santos ha chiuso la partita, essendo sparito il collante che unisse i reparti. Probabilmente il brasiliano era stanco, ma in questo momento di scarsa lucidità collettiva non si può fare a meno del suo contributo. Riprendere le redini del Campionato è ancora possibile, ma bisognerà riallacciarsi col Milan che fu, quello che si è portato meritatamente in testa alla classifica e, in maniera forse inaspettata, sta ora vivendo un momento diametralmente opposto. Allegri dovrà fare in fretta, cercando di gestire uno dei momenti più difficili da quando siede sulla panchina del Milan, magari rischiando anche qualcosa. Inutile criticare a spada tratta, ma un appunto bisogna comunque farlo: perchè, con Zambrotta ed Antonini indisponibili, si è adattato Bonera a terzino sinistro invece di schierare Dìdac? Il giovane catalano non si è seduto neppure in panchina al Marassi: peserà l'inesperienza sui campi della Serie A, è chiaro, ma allo stesso tempo va ricordato che il ragazzo era titolare nell'Espanyol quinto nella Liga.


