Quanto manchi...
Vincenzo Vasta
Cambiano i tempi, si avvicendano gli allenatori, ma Pirlo rimane sempre il perno fondamentale di questo Milan. In attesa della confutazione di questa tesi (forse con il Parma), è impossibile non notare come l’assenza di qualità a centrocampo, in qualche modo, privi la squadra di fonti alternative di gioco. E’ bene sottolineare, come il continuo cambio di interpreti a centrocampo, non ha di certo facilitato determinati meccanismi che devono ancora pienamente assimilati, soprattutto dai nuovi (leggi van Bommel ed Emanuelson). Nella partita di ieri, più che nella scorsa con la Lazio, si è palesata una tale difficoltà di manovra, tanto da dover abusare dei lanci lunghi, tanto cari all’Inter di qualche anno fa, per cercare Ibrahimovic.
In casa rossonera la filosofia del gioco è però sempre stata diversa. Il diktat presidenziale, che ha caratterizzato il Milan nelle numerose vittorie, è stato quello di arrivare ai traguardi prefissati attraverso uno stile di gioco ben identificato e soprattutto “bello”. Allegri non ha ancora centrato pienamente l’obiettivo, ma il nuovo modo di interpretare la partita è stato inculcato abbastanza bene alla squadra che, bisogna sottolinearlo, è ancora in testa alla classifica con distacco. Le qualità indiscutibili di Pirlo, potrebbero dunque tornare utili non solo nelle verticalizzazioni ma anche nei cambi di gioco, diventati ormai strumenti necessari per aggirare le arroccate difese avversarie.


