Il Milan afflitto da pareggite acuta
Tiziano Crudeli
Milan afflitto da pareggite acuta. Dopo lo 0 a 0 casalingo con la Lazio ecco l' 1 a 1 in trasferta col Genoa. E' il quarto pareggio nelle ultime 6 partite. Nonostante i rimpianti, per non aver concretizzato alcune grosse opportunità, il punticino ottenuto dal Milan sul difficile campo di Marassi contro il Genoa non è da buttare. I rossoblù, risalito lo svantaggio alla fine del primo tempo grazie ad un briciolo di fortuna e all'unica disattenzione del reparto arretrato rossonero, hanno disputato una discreta partita aggredendo il Milan nella seconda frazione di gioco senza però creare particolari apprensioni ad Abbiati. In casa Milan ciò che, invece, non induce all'ottimismo è il trend attuale. La squadra di Allegri in 8 turni ha racimolato 4 pareggi 3 vittorie e 1 sconfitta per un totale complessivo di 13 punti con 13 gol realizzati e e 7 subiti. Nello stesso periodo l'Inter ha totalizzato 21 punti (7 vittorie e 1 sconfitta) con 24 reti all'attivo e 13 al passivo. E' chiaro ed evidente che l'avversaria numero uno (senza nulla togliere al Napoli che in classifica è secondo a quota 46 ) ha rosicchiato il cospicuo vantaggio accumulato da Ibra e compagni. Adesso il distacco è minimo (5 punti) se poi l'Inter dovesse vincere il recupero di campionato con la Fiorentina il disavanzo sarebbe di appena 2 lunghezze. Certo l'Inter, con la ritrovata integrità fisica dell'intera rosa a suo tempo falcidiata dagli infortuni e i rinforzi di gennaio, ha decisamente migliorato il proprio tasso tecnico. Il Milan, al contrario, annovera defezioni in serie nei ruoli chiave. In cabina di regia pesano le assenze di Pirlo e Seedorf, mentre il centrocampo è orfano del dinamismo di Ambrosini e di Kevin Prince Boateng abile negli inserimenti in attacco. Anche questi fattori incidono sulle prestazioni poco brillanti della squadra. Gli acquisti effettuati, per ora, si sono rivelati semplici palliativi. E veniamo al match di Marassi. Il Milan ha giocato a sprazzi. Ibra e Pato ( rispettivamente 4 e 3 reti nelle ultime 8 partite) sono un patrimonio inestimabile che bisogna salvaguardare evitando di costringerli a tornare e a ripartire a velocità supersonica. Entrambi non possono fare il boia e l'impiccato.
Se si vuole esaltare le loro capacità tecniche e realizzative bisogna supportarli con continui rifornimenti. Inutile affidarsi soltanto ai lanci lunghi con le difese avversarie schierate, così facendo si favoriscono i difensori avversari soprattutto se svettano nel gioco aereo. Gli sbocchi offensivi non possono essere affidati unicamente ai due bomber (39 gol stagionali: 18 Ibra e 11 Pato) occorre proporre delle alternative che devono essere rappresentate da Robinho, decisamente sprecone quando è a tu per tu col portiere avversario, e dai centrocampisti chiamati pure a concludere a rete dalla media e lunga distanza. (Sneijder, Thiago Motta e Cambiasso, autori di 3 dei 5 gol rifilati alla Roma, insegnano...). E invece Gattuso, Van Bommel e Flamini stazionavano stabilmente a metà campo e solamente in qualche circostanza Flamini, sollecitato da Ibra, ha provato l'affondo nel cuore della difesa rossoblù. Squadra quindi spaccata in due con Ibra nelle vesti di sommo inspiratore. Con lo splendido passaggio-gol sono già 4 quelli confezionati dallo svedesone per Pato. Il totale complessivo degli assist sale a quota 10 (9 in campionato e 1 in Champions). Il Paperino ha fatto cose buone a intermittenza. Cassano, quando è entrato al posto di Binho, non ha illuminato la scena. Emanuelson, sostituto di Flamini, ha deluso. I due esterni sono stati poco incisivi e troppo prevedibili. Insomma un Milan che non è andato oltre ad un'aurea mediocrità. Con questo passo e con queste prestazioni è impossibile coltivare sogni di gloria. Come se non bastasse il Milan non è baciato dalla buona sorte. Il gol del pareggio del Genoa, arrivato ad una manciata di secondi dal termine del primo tempo, nasce da un' interpretazione sbagliata dell'arbitro Signor Mazzoleni che fischia un fallo inesistente a Ibra (lo svedese verrà pure ammonito). Battuto il calcio di punizione si sviluppa una manovra che, come atto finale, produce un fortuito rimpallo (palla sullo stinco di Van Bommel) che si trasforma in un perfetto assist per Floro Flores, lesto nell'infilarsi nell'area milanista e battere Abbiati con un preciso fendente. In attesa del ritorno di alcuni pezzi da novanta il bicchiere può essere considerato mezzo pieno se si tiene conto che la difesa, pur senza Nesta, conferma di essere solida e affidabile (19 gol subiti in 24 partite).


