Emanuelson, la chiave del destino rossonero
Matteo Calcagni
Il ritorno di Andrea Pirlo, dopo quasi due mesi di assenza, avrebbe senz'altro rinforzato il reparto mediano, apparso ultimamente senza idee e troppo scollato dall'attacco. Il metronomo bresciano, destinato a posizionarsi nel centro-sinistra, si è nuovamente bloccato: un infortunio grave, al collaterale del ginocchio destro, che lo terrà fuori dal campo per circa sei settimane. Parallelamente al problema di Ambrosini, anch'egli fuori dai giochi per quasi due mesi, Allegri dovrà far fronte ad una nuova situazione precaria a centrocampo: se in Champions League le scelte saranno pressochè scontate, in Campionato si potranno utilizzare più elementi, sfruttando anche i nuovi acquisti di gennaio. Mark van Bommel, dalla sua, ha già ampiamente ottenuto il posto da titolare, piazzandosi nel suo ruolo classico davanti alla difesa. La variabile che, tuttavia, potrebbe permettere al Milan di tener alto il sogno tricolore, è rappresentata da Urby Emanuelson.
L'olandese, finora schierato titolare in due occasioni, si appresta al terzo gettone dal primo minuto contro il Parma: finora l'ex Ajax non ha convinto appieno, trovandosi un po' spaesato nel centrocampo a tre del Milan. L'orange nasce esterno e, nonostante una particolare duttilità, non è facile adattarsi a precisi compiti di "accentramento". Le qualità del ventiquattrenne mancino, nonostante tutto, non possono passare in secondo piano: Emanuelson, con Pirlo ai box, è il mediano più tecnico a disposizione di Allegri e, in questo momento altamente decisivo, bisogna poter contare su giocatori che possano cambiare e/o decidere il corso delle partite. Se si riuscirà a far adattare al meglio l'olandese, almeno in Campionato, l'infortunio del regista Azzurro sarà meno pesante del previsto. Già di fronte agli emiliani, dunque, si materializzerà un interessante banco di prova per Urby: una delle chiavi per il destino del Milan in questa stagione martoriata dagli infortuni.


