Giusto punire gli errori, ma giù le mani da Rino
Stefano Maraviglia
Una partita giocata sul filo del nervosismo, caratterizzata dall'ardore agonistico, dalla passione e dalla solita grinta, ma macchiata da due episodi eccessivamente gravi. Il duplice errore comportamentale, ad inficiare una prova da degno capitano e da migliore in campo, poi l'ammissione e la consapevolezza di chi sa di essere nel pieno torto. Il meccanismo che si è attivato contro Gattuso ha già sentenziato, ancor prima dell'organo competente, chiamato a giudicare quei momenti che poco hanno a che fare col calcio.
Nessuna attenuante, ma un invito ad evitare polveroni mediatici fini a se stessi e, mirati più a creare confusione che altro. Gli errori riconosciuti dallo stesso mediano rossonero sono agli occhi di tutti, non esiste giustificazione ad una reazione che supera di gran lunga la soglia della normalità, non serve commentare ulteriormente, ciò che va considerato però è il contesto, il fatto che un tesserato avversario non può avvalersi della facoltà di dire tutto ciò che vuole, nè dal campo, nè dalla panchina e che alcuni atteggiamenti devono essere censurati da entrambi le parti. Qualcuno ora chiede la rinuncia alla fascia di capitano, la "testa" di Gattuso, un solo monito dev'essere preso in considerazione: il calcio ha visto e perdonato gesti ben più violenti e gravi, giusto lasciar giudicare chi di dovere, la quiete dopo la tempesta, dev'essere interesse di entrambi le parti.


