Caro Rino ti scriviamo
Redazione MilanNews
Caro Rino, non sarà una lettera a cambiare il tuo stato d’animo e ad alleggerire la squalifica che la commissione UEFA ti comminerà nei prossimi giorni ma queste righe sono state scritte dopo aver approfondito e scoperto il motivo reale per il quale hai avuto quella reazione contro Joe Jordan, uno che al Milan è stato solo di passaggio facendosi notare più per la sua dentatura dimezzata che per il vero valore espresso sul campo pur essendo stato amato dalla tifoseria nell'anno della prima serie B ma che, al tuo confronto, è una meteora. Sai bene di aver sbagliato ma, come sempre, ti sei preso le tue responsabilità e ci hai messo la faccia ammettendo, davanti ai microfoni di radio, tv e giornali, le tue colpe per il tuo momento di follia, perché solo così lo si può etichettare, che ha macchiato la tua prestazione, la tua solita prestazione fatta di corsa, grinta, tackle e sacrificio. Molti ti hanno crocifisso, altri addirittura offeso definendoti “Animale” e pensare che, queste critiche, ti sono piovute addosso da chi ha fatto del gioco fisico, delle entrate dure e del “lasciar giocare” un proprio marchio di fabbrica che ha influenzato, in maniera inequivocabile, lo sviluppo del calcio europeo su quello che viene definito come il “metodo inglese”. Gli insulti che Jordan ti ha proferito, toccando il tuo senso dell’onore e dell’appartenenza all’Italia, sono stati un colpo molto basso e, c’è da scommetterci qualcosa, qualsiasi persona che almeno una volta nella vita ha cantato a squarciagola l’inno italiano, senza timore di smentita, avrebbe reagito come hai fatto tu. Non sarà questo gesto, seppur da censurare come tu stesso hai sottolineato, a macchiare con i peggiori epiteti, come successo su quelli che vengono chiamati Tabloid, a intaccare quello che tu sei, sei stato e sarai per questa maglia e per questo club. Certo molti ricorderanno il tuo sfogo post Istanbul ma altri ti ricordano, invece, rincorrere mezza Juventus per tutto il campo dell’Old Trafford al 115’ minuto di quella finale nella quale tenesti in mano l’equilibrio della squadra. Nel paese che non ha memoria, almeno nel mondo del calcio, noi non ti vogliamo etichettare come “Quello che è andato a mettersi testa a testa con uno più grande” e che “Ha gettato fango sul suo club”.
Tu sei tutto quello che il tifoso milanista, a livello di personalità, vorrebbe vedere in tutti i componenti della rosa, tu sei quello che nei momenti di difficoltà alza la voce per tirare su i compagni, tu sei quello che arringa la folla nei momenti che servono e se tutti ti seguono, ci sarà un perché. E’ inammissibile che persone che non ti conoscono o che, più facilmente, ti hanno bollato come solo gli inglesi sanno fare, si siano permessi di insultare un padre di famiglia e un uomo generoso, senza sapere quanto fai per chi ha avuto meno fortuna, soprattutto nella tua terra, la tua amata Calabria. Proprio quando tutti cercano di buttarti giù, tu diventi più forte perché, nonostante i colpi bassi, tu non vai mai al tappeto. Siamo sicuri che il tempo sarà galantuomo e tu dimostrerai, qualora ce ne sia ancora bisogno, di essere una delle poche persone vere in un mondo fatto, a grandi livelli, da patinati che solo perché mostrano gli addominali si prendono gli onori delle cronache.
Onore a te, guerriero di mille battaglie.


