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Pato e l'adattamento perpetuo: l'intesa con Ibra e il giusto cammino

autore
Matteo Calcagni
per Milannews.it
giovedì 17 febbraio 2011, 16:00Primo Piano
autore Matteo Calcagni
17.02.2011 16:00Primo Piano
ALBERTO LINGRIA/PHOTOVIEWS
ALBERTO LINGRIA/PHOTOVIEWS

Due panchine consecutive fanno sempre notizia, soprattutto se il diretto interessato è Alexandre Pato: 52 reti in poco più di 100 gare complessive con la maglia rossonera. E' sotto gli occhi di tutti che, almeno in questo 2011, il "Papero" non stia rendendo come previsto: non tanto per i gol siglati (quattro in un mese e mezzo), ma soprattutto per le prove spesso altalenanti offerte dal brasiliano. Il motivo di questo periodo appannato? La convivenza con Zlatan Ibrahimovic sembra il tasto dolente, ma è chiaro ed evidente che il giovane verdeoro detenga le qualità e il piglio per emergere con qualsiasi compagno di reparto. L'ex Internacional, nelle passate due stagioni e mezza in rossonero, ha alternato innumerevoli partners: Ronaldo, Gilardino, Inzaghi, Paloschi, Borriello, Huntelaar, oltre ai fantasisti come Kakà e Ronaldinho. Tutti i citati, a parte il "sempreverde" Superpippo, hanno abbandonato la "nave": non è facile per nessuno, a quell'età, adattarsi di continuo a nuove "spalle". Il rapporto col gigante svedese, stando alle parole di entrambi gli interessati, non sembra presentare guasti o incompatibilità velate: è evidente che l'ex blaugrana si trovi meglio con Robinho e Cassano, più navigati e più affini all'assist e al passaggio, ma allo stesso tempo non si può scartare la potenzialità di Pato, senza rivali sottoporta tra gli effettivi in rosa.

Anche il "Papero", tuttavia, deve tentare di ritrovare il piglio dei giorni migliori: la concorrenza non lo aiuta di certo, impedendogli di scendere da titolare con continuità, ma prestazioni intense come quella contro il Tottenham possono facilitarlo in tal senso. Di fronte agli inglesi, dopo un primo tempo di assoluta dormiveglia generale, il ventunenne di Pato Branco ha riacceso la luce, disputando una gara generosa e "cattiva". Nessuna prova memorabile, sia chiaro, ma Alexandre è entrato con i giri giusti, seppur non risultando determinante in zona gol. Allegri, dalla sua, continua ad affidarsi con costanza al bomber di Malmoe, cercando di far ruotare come satelliti i "tre caballeros": se Cassano e Robinho svolgono un lavoro parzialmente simile, seppur con differenze evidenti, non è un mistero che Pato sia un calciatore completamente opposto. Il giovane brasiliano, dimenticandosi per un momento l'ingombrante socio di reparto, dovrà prendere esempio da due gare svolte finora, facendo combaciare l'incisività e i movimenti della trasferta di Genova con la Sampdoria, decisivi in termini di risultato con una doppietta, insieme all'intensità e alla verve mostrate nell'ardua contesa col Tottenham. Una sfida che può essere vinta, anche e soprattutto grazie alle doti straordinarie del campioncino verdeoro.

per Milannews.it

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