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tmw / milan / Primo Piano
...e vissero felici e contenti: resoconto di un lieto fine (o nuovo inizio)TUTTOmercatoWEB.com
sabato 2 luglio 2022, 18:00Primo Piano
di Redazione MilanNews
per Milannews.it

...e vissero felici e contenti: resoconto di un lieto fine (o nuovo inizio)

Iniziamo con una premessa: l’attesa esasperante, logorante e fastidiosa per i rinnovi dell’affiatatissimo duo Maldini-Massara, è stata una macchiolina sull’opera d’arte meravigliosa creata dal Milan in questa stagione, uno scudetto storico, emozionalmente indescrivibile sotto alcuni punti di vista. Si poteva fare meglio o comunque si poteva agire diversamente dal punto di vista comunicativo; semplicemente sarebbe stato più apprezzabile evitare di concludere un accordo a poche ore dall’ultimo termine utile, per evitare di scatenare rumors e giornali e danneggiare l’atmosfera idilliaca che aleggia su Milanello, ma d’altro canto ipotizziamo che in seguito ad un cambio di proprietà di questa portata, gli ingranaggi dirigenziali vadano nuovamente oliati, di conseguenza è il caso di passare oltre. Dopo il rinnovo, come interverranno sulla squadra campione d’Italia Maldini e Massara?

IN RITARDO, MA…

Lo stesso Paolo Maldini in tarda serata, una volta limati gli ultimi dettagli per il rinnovo, ha ammesso un lieve ritardo generale sulle operazioni; è chiaro che prima di questo rinnovo, nonostante si siano mossi in anticipo per alcuni calciatori, Maldini e Massara non potevano muoversi con la decisione necessaria per dare la sterzata finale a determinate trattative. Su tutte, il caso Botman: la sensazione è che il centrale olandese abbia aspettato a lungo la chiamata chiarificatrice del Milan ma ad un certo punto, probabilmente rassicurato dalla nuova gestione del Newcastle, ha preferito velocizzare i tempi e trasferirsi in Premier. Sia chiaro: niente di clamoroso, nessun bisogno di strapparsi i capelli. Considerando la possibilità concreta di Kalulu di essere promosso come titolare stabile e senza dimenticare del ritorno di Kjaer, una spesa esosa di 35-40 milioni per un altro centrale di difesa, non rientra più nei piani del club. Crescono le percentuali di un innesto low-cost per il pacchetto arretrato rossonero; su tutti, un nome sondato sembra essere quello di Acerbi, che avrebbe tutte le intenzioni di riscrivere la sua storia al Milan. Per quanto riguarda Renato Sanches, permane una situazione di stallo, anche se la recente smentita del presidente del Lille sull’offerta del PSG, non azzera le possibilità del Milan di concludere la trattativa.

FUOCHI D’ARTIFICIO O SOSTENIBILITÀ?

Il Milan ha vinto e convinto con la politica Elliott, che per altro è stata recentemente elogiata dal Ds della Sampdoria, Daniele Faggiano, e secondo molti sarà un esempio della nuova gestione del Manchester United: creare una squadra competitiva ma sostenibile. Questo vuol dire non accettare commissioni folli per gli agenti o giochini furbeschi sui rinnovi, abbiamo tutti motivi di credere che RedBird non invertirà questo trend, per altro, vincente. Detto ciò, è lecito allo stesso tempo aspettarsi un biglietto da visita importante per la nuova proprietà, il cosiddetto colpo mediatico che potrebbe essere costituito da Paulo Dybala: se l’argentino decidesse di abbassare le pretese economiche, il colpo a 0 potrebbe restituire a Mister Pioli un 10 di estrema qualità, senza peraltro considerare che sarebbe un buffetto affettuoso a Beppe Marotta, in pressing sulla Joya da mesi. Un altro nome più abbordabile per la zona offensiva del campo è Hakim Ziyech, da sempre apprezzato da Maldini e Massara, che ne monitorano da mesi la situazione contrattuale. I Blues sembrerebbero disposti a privarsi dell’ala marocchina che rappresenterebbe l’upgrade tanto ricercato sulla fascia dx del Milan, la chiave potrebbe essere una formula di prestito con diritto di riscatto. Più defilati altri nomi come Asensio, De Ketelaere, Berardi, che per questioni diverse sembrano trattative più complesse. Ora non resta che rimboccarsi le mani e mettersi a lavoro, considerando che il Milan è la squadra campione d’Italia (sì, fa bene ripeterlo) non deve mica cambiare l’intera rosa, ma semplicemente puntellarla per essere ancora più competitivi.

Di Fabio Montesanti