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Calma e sangue freddo ma un ciclo internazionale si è concluso

autore
Luca Serafini
per Milannews.it
venerdì 18 febbraio 2011, 00:00Editoriale
autore Luca Serafini
18.02.2011 00:00Editoriale
tv
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Si fa sempre più fatica a seguire gli umori nevrotici dei tifosi milanisti, tra i quali per fortuna ne resistono molti con ottime capacità analitiche. Idolatrie di nuove icone, sepoltura di vecchi campioni salvo poi resuscitarli, mercato, moduli, formazioni... Batti il Parma 4-0 e tutti sulla Luna, pareggi o perdi una partita e tutti al rogo. Non funziona così, non ha mai funzionato così. Le analisi non possono mai essere il frutto di isterie, individuali e/o collettive. Ci sono due aspetti da tenere in considerazione: i 90' di ieri e un quadro più generale. Il Milan non meritava di perdere, un tempo in grande sofferenza ma senza rischi, una ripresa in cui avrebbe meritato almeno un gol e alla fine lo 0-0 sarebbe stato stretto ma giusto. La squadra paga l'assenza del centrocampo titolare che consente varie soluzioni di gioco e di copertura nei 90' con Pirlo, Ambrosini e Boateng.

E Inzaghi in Champions è determinante. Fare più di così in Europa era, è e resta difficile: in 3 anni nelle ultime 8 partite a San Siro in Champions (con Ancelotti, Leonardo e Allegri) il Milan ne ha vinta una, perse 4 e pareggiate 3. E' un ciclo che è finito, a livello internazionale. Ci vorranno tempo, pazienza e fortuna per rimetterlo in piedi. Ma in campionato la squadra è competitiva e vincerà lo scudetto. Quanto a Gattuso, con tutto l'amore e l'affetto che abbiamo per lui anche a livello umano, ha superato il limite già prima della rissa finale: ha chiesto scusa, pagherà con una pesante squalifica e con un'immagine della sua carriera macchiata. Una punizione sufficiente e grave, senza biosgno di infierire con commenti da lapidazione o osanna fuori luogo. Ma, come avevamo detto per Kozak, anche ieri la panchina ha sbagliato: Gattuso andava sostituito a metà ripresa, gli sarebbe stata risparmiata quella perdita di senno, tra l'altro contro una persona, Joe Jordan, che gli antichi milanisti hanno amato.

per Milannews.it

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