SPECIALE BERLUSCONI - Eranio: "Ecco come Berlusconi ha cambiato il Milan"
Francesco Somma
In occasione del 25° anniversario della presidenza di Silvio Berlusconi, Milannews ha intervistato in esclusiva Stefano Eranio, rossonero dal 1992 al 1996: cinque stagioni in cui il centrocampista ligure riuscì a conquistare 3 scudetti, 3 Supercoppe italiane, 1 Coppa dei Campioni e 1 Supercoppa europea.
Qual è secondo lei il segno più evidente che Berlusconi è riuscito a imprimere sul Milan?
"Innanzitutto, Berlusconi ha portato al Milan una mentalità vincente mai vista prima, che unita alla sua competenza calcistica ha permesso a questo club di raggiungere i risultati che sappiamo. A mio avviso ha dimostrato fin dall’inizio anche molto coraggio: non dimentichiamo che Arrigo Sacchi era un allenatore emergente. La miscela tra innovazione e qualità ha fatto il resto…".
Il Milan di Sacchi ha avuto un impatto fortissimo sul mondo del calcio in generale. Lei ha vissuto invece il Milan di Capello, non meno prolifico. Che differenza c’è tra le due squadre?
"Non mi sembra sia cambiato tanto tra Sacchi e Capello, a livello di risultati. Anche perché Capello è riuscito a dare continuità a quanto fatto di buono da Sacchi, riuscendo a trionfare più in Italia che all’estero (indimenticabile il trionfo di Atene sul Barcellona), malgrado le sconfitte nelle finali disputate contro Ajax e Marsiglia. Quest’ultima decisamente immeritata".
Qual è il ricordo più bello delle sue cinque stagioni in rossonero?
"Sicuramente il primo scudetto (stagione 1992/93,ndr), perché ha coronato quanto di buono avevo fatto fino a quel punto della mia carriera. Tuttavia, ricordo con piacere tutte le vittorie in rossonero: ognuna ha un sapore speciale".


