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Vittoria da godimento massimo! Ora voglio Pato sempre in campo!

autore
Andrea Distaso
per Milannews.it
lunedì 21 febbraio 2011, 00:00Editoriale
autore Andrea Distaso
21.02.2011 00:00Editoriale
andrea Distaso
andrea Distaso

Raramente mi avete “visto” lasciarmi andare a toni particolarmente entusiastici in questo mio spazio per approfondire le mie sensazioni sull'attualità rossonera. Ma la vittoria di Verona, con quel gioiello che Pato ci ha regalato a 8' dalla fine, si porta dietro una soddisfazione di godimento difficilmente descrivile a parole. Un successo che speriamo possa pesare in maniera clamorosa sull'esito del campionato. Lo sarà, di sicuro, nel breve periodo perché è stato respinto il tentativo dell'Inter di avvicinarsi pericolosamente e creare più di una preoccupazione dalle parti di Milanello.

Più che di ogni altro è stato finalmente il trionfo di Alexandre Pato, ancora una volta escluso ma stavolta bravissimo a trasformare in qualcosa di positivo tutta la rabbia e la frustrazione del momento. E' stata una reazione alla Inzaghi, tanto per non fare nomi, una giusta e legittima ribellione ad una scelta dell'allenatore che ci sta e ha il suo fondamento. Ma che, allo stesso tempo, dovrà tenere conto, nelle prossime partite, del difficile momento del centrocampo rossonero. Dove la squadra di Allegri non può arrivare per oggettivi limiti tecnici dei suoi interpreti in mediana, ecco che subentra la grande varietà di soluzioni offerte dal reparto più avanzato.

Finora Allegri è stato molto attento a cercare di rendere le sue formazioni le più equilibrate possibili in ogni zona del campo e anche l'attacco non è sfuggita a questa logica: partendo dal presupposto che Ibra è il reale punto di riferimento per tutti quanti, si è sempre cercato di mettergli a fianco i compagni più bravi ad assecondarne voleri e stile di gioco. Robinho e Cassano, essendo più portati al dialogo nello stretto, meglio si integrano con la naturale propensione dello svedese a svariare su tutto il fronte e a diventare, al contempo, il terminale della maggior parte delle azioni. Pato ha delle caratteristiche totalmente diverse, resta una prima atipica (anche a lui piace muoversi in modo “anarchico”) a cui piace soprattutto scaraventare il pallone in porta. Il che non vuole che non possa e non debba migliorare la sua intesa con il resto dei compagni ma lo stesso Inzaghi (eccolo che ritorna) non mi sembra un mostro di altruismo...

E allora dov'è la differenza? Che Pippo dimostra in ogni sua giocata una determinazione feroce, è una scossa elettrica continua e costante, coinvolgente e che trascina. Il Papero ha un carattere più mansueto, è ancora molto giovane e spesso la sua timidezza diventa un freno inibitorio anche in campo. Molto si è detto e scritto sullo scarso feeling tra lui e Ibra, quello che sicuramente balza all'occhio è il timore reverenziale che Pato sembra provare quando gioca a fianco di Zlatan. E' un difetto che può essere limato nel momento in cui Pato crescerà in termini di autostima e consapevolezza della propria forza. Ma molto dovrà metterci anche l'allenatore, insistendo sulla possibilità di schierare due giocatori così straordinari insieme. La stagione sta entrando nel vivo e, in una fase in cui il gioco non è scorrevole come qualche mese fa e lo svedese sta rifiatando, c'è bisogno di un Milan che esprima tutto il suo potenziale. Pato-Ibra-Robinho, questo il trio sul quale insistere e che candido già anche per la trasferta di Londra col Tottenham. In barba agli equilibri perché non è più il momento di tirare il freno, bisogna rischiare per raccogliere i frutti di un lavoro lungo quanto un campionato.

per Milannews.it

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