A White Hart Lane sbarca tutto l'orgoglio rossonero
Emiliano Cuppone
Quando la sfida è di quelle che contano, quando il campo è giudice unico, quando il pallone pesa come un macigno, quando il tempo corre veloce senza lasciare il tempo di respirare: è in queste occasioni che vincono i leader.
Il Milan si scopre pieno di uomini pronti a morire per quella maglia, finalmente in prima linea per cercare una vittoria che vale doppio. Vale la qualificazione ai quarti di Champions League, ma vale anche, e soprattutto, l’orgoglio di una squadra gloriosa, che non sembra essere degnata della giusta considerazione.
Sono due settimane che i più ripetono che al Milan servirebbe un “Miracolo” per passare il turno, come se il risultato fosse molto più pesante di quello che poi effettivamente è, come se il Tottenham fosse di un altro pianeta, ed il Milan una manica di ragazzini alle prime armi.
In questo contesto risuonano altisonanti le parole dei protagonisti in rossonero, campioni che a testa alta rivendicano il rispetto dell’orgoglio rossonero.
Mathieu “Napoleone” Flamini, pronto a vincere il proprio derby personale, lui, ex “gunner”, atteso da un trattamento certo non morbido da White Hart Lane per il suo passato nell’Arsenal e per l’entrata killer su Corluka all’andata.
Alexandre Pato, che ha rivendicato il suo status di leader alzando la voce ed affermando fiero: “Siamo pronti, non è possibile che noi sbagliamo questa partita”, per poi rincarare la dose con un secco: “Non vi preoccupate, stasera ci penso io”.
Alza la testa il Papero, tira in fuori il petto e prova a cancellare le critiche di poca personalità che troppo spesso gli sono piovute addosso.
Corre Kevin Prince Boateng, quando nessuno se lo sarebbe aspettato, a soli 3 giorni da un infortunio che sembrava orrendo, e si è rivelato, per lui, solo un piccolo inconveniente. Ha corso nei giorni scorsi, contro il tempo prima e sul campo poi, per giocarsi una partita importantissima per lui, ex dal dente avvelenato e giocatore con una fame incredibile.
Si nasconde Zlatan Ibrahimovic, come suo solito non brilla davanti alle telecamere, dovrà farlo in campo, perché su di lui conta il popolo rossonero per sbloccare una partita dal peso specifico incredibile, e su di lui conta soprattutto Max Allegri che senza mezze parole ha detto di aspettarsi che sia decisivo stasera.
Lustra l’armatura Clarence Seedorf, condottiero di un Milan che con lui ha vinto tante battaglie, si fregia inoltre della fascia di capitano, onorificenza dovuta ad un generale come lui. Guarderà negli occhi Alessandro Nesta e Marek Jankulovski, ricorderanno per un attimo quelle sfide vinte e saranno certi di potersi ripetere: come a Monaco di Baviera, come con il Manchester a San Siro, come ad Atene…come sempre!


