Nessun dramma, il vero obiettivo stagionale è un altro. Kakà vuole tornare: ma che cifre stellari per riaverlo!
Antonio Vitiello
Alla fine ha pesato il gol di Crouch dell'andata. Il Milan non ha saputo ribaltare il risultato, uscendo con una squadra mediocre che in 180 minuti non ha per nulla impressionato. Il problema è da individuare nell'attacco, perché in due partite i rossoneri hanno creato diverse palle gol, ma nessuna concretizzata. Ibra ancora evanescente, mentre Robinho ha sbagliato di tutto e di più. Forse non è nemmeno un dramma, perché questa squadra, come ha perfettamente sottolineato Ibra, non è ancora adeguata a combattere su più fronti. Allora meglio concentrarsi su un solo obiettivo e raggiungerlo, senza troppi fronzoli, anche perché nel calcio conta vincere, non importa se esci a testa alta o bassa. Chi pensa che il calciomercato possa durare solo 4 mesi all'anno (sessione estiva e invernale), si sbaglia di grosso. Un Milan lungimirante sta cercando di gettare le basi per la prossima stagione. Oltre a Ganso e Lamela, i due talenti che sono da tempo in orbita milanista, è stato accostato anche il centrocampista del Cagliari, Radja Nainggolan, vero leader della mediana sarda. Punto di riferimento della formazione di Donadoni, il giocatore belga potrebbe rientrare in un discorso che tirerebbe in ballo anche Astori. Ma la vera "bomba" di mercato, che da alcuni giorni sta prendendo sempre più piede, è il ritorno di Ricardo Kakà. Per ragioni di cuore in molti potrebbero esaltarsi per un suo eventuale rientro in Italia, ma economicamente sarebbe un'altra operazione dispendiosa, quasi insormontabile per le casse rossonere.
Con 20-25 milioni, in virtù del buon rapporto tra la dirigenza madrilena e Adriano Galliani, in affare con il Real da diversi anni, Ricardo Kakà potrebbe anche indossare nuovamente la casacca rossonera. Costerebbe la bellezza di 18 milioni a stagione, considerando lo stipendio stellare che il brasiliano percepisce a Madrid. Il Milan tuttavia se guarda ai precedenti non ha un buon rapporto con "i cavalli di ritorno". Sheva, il più recente, insegna che in via Turati hanno l'intelligenza di cedere i giocatori proprio nella fase calante, vendendoli anche per una cifra record. Kakà al Milan sarebbe un errore, sia perché Allegri andrebbe in difficoltà nello gestire una batteria di attaccanti di primo ordine, alle prese con un sovraffollato che creerebbe malumore all'interno dello spogliatoio. Kakà inoltre nell'ultimo anno ha giocato con il contagocce, dimostrando che la pubalgia che lo attanaglia da mesi, ancora non lo ha lasciato in pace. Proprio per questo a Madrid hanno deciso di cederlo. In realtà è lo stesso Kakà a voler andare via, mandando il padre-agente in avanscoperta (durante Milan-Napoli) per capire se ci fosse la possibilità di un rientro. Non è Kakà ciò che serve al Milan per diventare nuovamente competitivo su più fronti, soprattutto in una squadra che in attacco è ben fornito. Meglio investire in difesa e a centrocampo...


