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Milan, è presto per tornare grandi. Fuori dalla Champions a testa (troppo) alta. Bari e Palermo per rimanere in quota, ma il pensiero è già lì...

autore
Francesco Somma
per Milannews.it
domenica 13 marzo 2011, 00:03Editoriale
autore Francesco Somma
13.03.2011 00:03Editoriale
Giornalista, vive e lavora a Milano. E' a Milannews dal 2008, collabora con Milannews.tv.
Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport

In una stagione calcistica ci sono partite diverse da tutte le altre, che valgono più di 90 minuti e riescono da sole a cancellare e compendiare passi falsi, delusioni, ma anche gioie ed imprese importanti. In Serie A, a Milano, in questa categoria rientra forse soltanto il Derby. Manca ancora un po’: c’è il Bari, c’è soprattutto il Palermo, trasferta storicamente durissima per i colori rossoneri, poi sarà show-time. La stracittadina colorata di rossonerazzurro è sempre uno spettacolo, ma era da tanto che non si consumava in alta quota, a livello “vertigini", e soprattutto, era da troppo tempo che il Milan non ci arrivava – comunque finiranno le prossime due partite, sarà comunque in testa – guardando dall’alto verso il basso.
E’ la settimana di Milan-Bari, testacoda chiamato a dire ancora la verità su un primato che in tanti vogliono già solido, anche se, a guardar bene, è presto per tirare le somme e considerare decisivo il vantaggio accumulato fino a questo punto della stagione. La storia ci insegna che si assicura il tricolore chi arriva al rettilineo finale con più frecce in faretra, e chi in primavera riesce a fare tesoro del grano messo in cascina nella prima parte del campionato. Ecco perché è meglio non fidarsi in generale, né del Bari, né del Palermo, né – tantomeno - di chi considera il Milan inarrivabile.
Un concetto che trova pieno compimento nell’ultimo risultato maturato in Champions: a proposito, sarebbe stato meglio non fidarsi neanche del Tottenham, un avversario tutto sommato piccolo, decisamente alla portata, che pure è riuscito a scaraventare i colori rossoneri fuori da quella che un tempo era la competizione dei sogni, quella per cui in Via Turati si era disposti ad abbandonare campionato, Coppa Italia e tutto il resto…
L’indomani del pareggio di White Hart Lane e l’immediato post-partita sono stati animati da parole d’ordine quali “Nessun dramma” e “Usciamo a testa alta”, e da una delusione meno forte rispetto alle debàcles degli anni passati, alleggerita da quel primato che ora va difeso con le unghie e con i denti. Il Milan ha lasciato l’Europa agli ottavi di finale, soprattutto per effetto del gol beffardo subito all’andata a San Siro, ed è stato incapace di segnare un solo gol (sarebbe bastato quello per riportare la situazione almeno in parità): dati inconfutabili che da un lato contribuiscono a ridurre il grado di angolazione della testa – preferibilmente non troppo alta –, dall’altro ci rendono una parziale radiografia della stagione rossonera. Il referto mostra risultati positivi, ma non eccellenti.
Il Milan è in testa al campionato con la miglior difesa, ha lasciato sul proprio cammino nient’altro che un pugno di briciole, ha quattro punti di vantaggio sulla rivale più vicina e una partita in meno, da giocare in casa contro l’ultima in classifica, ma per come, e per quando è sfuggita la Champions League, è opportuno scindere due concetti vicini soltanto in apparenza: tornare vincenti e tornare grandi. Bari, Palermo, Inter: da qui a poco il Milan potrebbe avere in pugno l’opportunità di assolvere, dopo 7 anni, alla prima missione (tornare vincente). Per la seconda, ovvero il ritorno nell’Olimpo delle Grandi, c’è ancora da aspettare. Forse poco, forse no…



 

per Milannews.it

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