La follia di Ibra più utile che deleteria. Milan, ecco la tua nuova freccia. Adesso vietato sbagliare
Pietro Mazzara
Un pareggio amarissimo, davanti a oltre 60 mila spettatori che sognavano il +7 sull’Inter e, invece, le distanze sono rimaste immutate, seppur con una giornata in meno ma l’occasione ghiotta di allungare è sfumata in uno strano pomeriggio di pioggia milanese che, come un anno fa con il Napoli, non ha portato bene. All’epoca venne mancato il sorpasso ai neroazzurri di Mourinho, sconfitti a Roma, oggi, come detto, è stato fallito lo strappo decisivo verso il tricolore. Eppure Max Allegri aveva avvisato tutti sulla pericolosità della gara ma, ancora una volta, la squadra è riuscita a mettere in partita una squadra che non aveva nulla da chiedere e che sembrava essere venuta a Milano quasi in gita premio. Oltre alla delusione dello spogliatoio, c’è da evidenziare il silenzio assordante che ha avvolto San Siro al triplice fischio finale di Brighi, un silenzio che ha fatto sicuramente male come male ha giocato Zlatan Ibrahimovic. Un amico mi disse: “Ricorda, Ibra tanto da e tanto toglie” ed ecco che, in questo periodo della stagione, lo svedese sta togliendo il suo apporto al Milan per un normale, ma altrettanto evidente, calo fisico.
Il tecnico rossonero, che ha tenuto fuori dai convocati Kevin-Prince Boateng a scopo precauzionale, avrebbe potuto lasciare in panchina, almeno inizialmente, l’ex Barcellona conoscendo meglio di tutti il suo stato psico-fisico e, vista anche la reazione dei suoi compagni dopo il rosso ricevuto, che gli farà saltare il derby, non è detto che la sua assenza sia così deleteria anche perché pare che ci sia un Pippo Inzaghi prossimo al rientro. Chi, invece, sembra avere il passo giusto per dare quello sprint decisivo è sembrato Urby Emanuelson. L’ex Ajax, nel secondo tempo, è stato un vero e proprio stantuffo sulla fascia mancina e, con un Ignazio Abate così, il Milan ha scoperto, finalmente, un’arma letale ovvero le fasce laterali dalle quali mettere pressione agli avversari. Adesso ci aspetta un trittico importantissimo composto dalle trasferte di Palermo e Firenze intramezzate dal derby, vero e forse ultimo, crocevia di un campionato che il Milan, con i suoi errori, ha fatto di tutto per tenere ancora aperto e che, con alcuni errori in meno, che sono sempre i soliti, avrebbe potuto mettere in tranquillità con ampio anticipo ma la matematica dice sempre +5 e il traguardo è sempre più vicino.


