A tu per tu con mister Bertuzzo che ci svela i segreti dei giovanissimi nazionali
Pietro Mazzara
Campione d'Italia nel 2009 con la Berretti e Campione d'Italia l’anno scorso con i Giovanissimi Nazionali: al suo secondo anno alla guida di una delle più importanti categorie giovanili, Roberto Bertuzzo ci racconta la sua squadra e il campionato che sta disputando.
Iniziamo parlando della squadra che allena. Che differenze ci sono tra questa rosa e quella che aveva a disposizione lo scorso anno che si è aggiudicata il titolo nazionale?
E’ un gruppo numeroso con buone qualità collettive e omogenee. Per il momento stiamo andando bene, la squadra sta offrendo buonissime prestazioni anche con una certa regolarità. Diciamo che le uniche note dolenti riguardano gli infortuni di due ragazzi molto promettenti.
Abbiamo inserito diversi ragazzi e la qualità generale è ottima e ben distribuita a differenza della rosa dell’anno scorso in cui c’erano dei picchi di eccellenza che riguardavano alcuni ragazzi. Il pregio di questa squadra è che tutti dimostrano una serietà e dedizione ammirabile: anche chi gioca meno partecipa sempre con grande serietà a tutti gli allenamenti, anche quelli della domenica.
Questa è la sua seconda stagione consecutiva alla guida dei Giovanissimi Nazionali, quali sono le caratteristiche di questa categoria e del campionato che affronta?
E’ un campionato molto competitivo e avvincente perché c’è la prospettiva di andare a giocare le finali contro formazioni di alto livello. Le squadre iniziano ad arricchirsi di ragazzi provenienti da fuori regione che alzano così il livello qualitativo generale. Si riscontra una notevole differenza fisica non solo tra i ragazzi appartenenti allo stesso gruppo, ma anche tra squadre avversarie. Devo dire che le soddisfazioni sono grandissime, non solo a livello calcistico ma anche a livello di crescita personale dei ragazzi visibile a vista d’occhio.
Ha fatto riferimento a ragazzi con spiccate qualità rispetto alla media. Si ricorda giocatori che ha allenato in passato che sono riusciti poi a sfondare nel calcio che conta?
Il settore giovanile del Milan è sempre stato ricco di giocatori con ottime qualità, alcuni sono riusciti ad arrivare ai massimi livelli, altri si sono fermati nelle categorie inferiori.
Non sono uno a cui piace fare nomi, però tornando indietro nel tempo rammento con piacere soprattutto i ragazzi che allenai nelle stagioni 79, 80’, 83’. Tra questi spiccavano Borriello, Antonini, Donadel, Foggia, Sammarco e tanti altri che ora giocano nella massima serie.
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Rispetto a quegli anni com’è cambiato il calcio?
È cambiato tanto anche perché adesso, anche in fasce d’età abbastanza basse, arrivano tanti ragazzi dall’estero. Oggi è tornata la voglia di investire tanto nel settore giovanile per riuscire a sfornare giovani di grande prospettiva come avveniva in passato.
Dal punto di vista fisico è cambiato il lavoro che si svolge all’interno del settore giovanile del Milan?
E’ cambiato notevolmente. Ai miei tempi l’allenamento a livello fisico era competenza solo del preparatore e dell’allenatore, ora invece siamo ottimamente supportati dallo staff di Milan Lab. In base alle diverse fasce di età vengono attuati specifici programmi di allenamento.
In due anni altrettanti titoli nazionali: nel 2009 con la Berretti, l’anno scorso con i Giovanissimi. Qual è il segreto di tutte queste vittorie?
Vincere è molto importante per diversi aspetti, ma non è tutto. In ogni caso ci vuole un gruppo unito, con dei valori e grandi qualità tecniche, fisiche e mentali …e poi, come in tutti gli sport, un po’ di fortuna aiuta sempre. Ripetersi non è mai facile. L’anno scorso, oltre al titolo nazionale, sono arrivate le vittorie dell’ Annovazzi e del Scirea. Credo che la cosa fondamentale sia avere un gruppo a disposizione, su cui lavorare per far si che la maggior parte dei ragazzi riesca a mettere in mostra le proprie qualità nelle categorie superiori.
La classifica vi ha riservato come avversario diretto per la testa del girone l’Inter: la rivalità con i nerazzurri è forte anche nel settore giovanile oppure è meno avvertita?
La rivalità con l'Inter è inevitabilmente sentita anche a questi livelli ma non dobbiamo dimenticarci che sono ragazzini e che tutto finisce in campo…E’ una rivalità stimolante che spinge a dare il meglio di sé soprattutto in occasione del derby che tutti tengono in modo particolare a vincere.


