Ganso è l'uomo della svolta: Milan, non lasciartelo scappare
Matteo Calcagni
Dieci/undici gare al termine della stagione del Milan: un'annata che, nonostante la prematura eliminazione dalla Champions League per mano del Tottenham, può ancora riservare successi e soddisfazioni per i colori rossoneri. Molto si deciderà nel derby del 2 aprile dove, volendo o nolendo, l'esito del Campionato potrebbe indirizzarsi verso una delle due sponde del Naviglio. Le prossime settimane, oltre ad assegnare lo Scudetto 2010/11, saranno importanti anche per porre le basi della prossima stagione. I colpi di mercato, come spesso accade, non si costruiscono in pochi giorni: serve un'attenta preparazione, un lavoro sottotraccia e una forte abilità nell'arte della trattativa. Qualche primo indizio, tuttavia, è già emerso: Philippe Mexes, in scadenza di contratto con la Roma, ha già un piede e mezzo in quel di Milanello. L'ingaggio del francese, nonostante non abbia ancora rivelato il suo destino, appare ormai una formalità e, se Nesta rinnoverà il suo contratto, diventerà senz'altro l'alternativa principe al duo centrale rossonero. La speranza è che, oltre al transalpino, anche Davide Astori possa intraprendere la strada verso il capoluogo lombardo: il cagliaritano di adozione, bergamasco di nascità, si è comportato egregiamente in Sardegna e, anche vista la sua giovane età, riportarlo a casa sarebbe cosa buona e giusta. Capitolo terzini: Taye Taiwo è conteso tra rossoneri e Benfica. Il nigeriano, che sta tentando di ottenere il passaporto comunitario, potrebbe comunque arrivare anche da "extra" se la Federcalcio ritornerà sui suoi passi. Dopo la delusione mondiale, infatti, si decise per la riduzione da due a uno dei "non passaportati" acquistabili. Risultato? La Nazionale non sembra averne giovato in maniera straordinaria e, al contrario, i club hanno subito salassi vergognosi in Europa. Solo l'Inter, tra l'altro in maniera piuttosto rocambolesca, è riuscita a superare lo scoglio degli Ottavi di Champions: in Europa League, a parte il Napoli che si è arreso all'ottimo Virraleal nei Sedicesimi, le altre compagini hanno salutato poco onorevolmente la competizione nei gironcini iniziali.
Un ritorno ai due extracomunitari, onde evitare il ripetersi di tali ecatombe, è altamente consigliato. Sul capitolo centrocampo, in primis, bisognerà capire chi rimarrà e chi sarà lasciato libero: a quel punto, anche osservando le falle rimaste, si potrà operare per rinforzare adeguatamente il pacchetto mediano. C'è però un nome che, rinnovi o cessioni a parte, il Diavolo non può assolutamente lasciarsi scappare: Paulo Henrique Ganso. Il Milan, nel lungo ciclo di Ancelotti, si è sempre affidato a trequartisti di livello assoluto, come Rui Costa e Kakà. La presenza di questi fuoriclasse, oltre alla compartecipazione di tanti altri campioni, ha portato ai numerosi trofei che ora vengono conservati con cura nella bacheca di via Turati. Quello che manca, attualmente, per tornare competitivi anche in Europa, è proprio la presenza di un vero numero 10: un uomo del destino, che possa condurre gli altri compagni verso trionfi internazionali. Il ventunenne del Santos, nonostante i due infortuni importanti alle spalle, è un vero gioiello del panorama mondiale: non a caso, in maniera quasi unanime, in Brasile lo reputano il migliore in circolazione. Un genio della trequarti che, in questa squadra tutta muscoli, può realmente fare la differenza. L'Inter, grazie soprattutto alla presenza di Leonardo, si è inserita nella corsa a Ganso che, pochi giorni or sono, ha praticamente ufficializzato la sua volontà di lasciare San Paolo. La dirigenza rossonera, grazie anche al blitz di Galliani tra dicembre e gennaio, ha accumulato un discreto vantaggio ma, ovviamente, non dovrà dormire sonni tranquilli e forzare con decisione sul giocatore. Con tutto rispetto per i vari Kakà-bis e Balotelli, Paulo Henrique può rappresentare la vera svolta per questo Milan: quel surplus che può essere fondamentale, come insegnano gli ultimi, e non così remoti, successi targati Milan.


