Il Milan strapazza "tre volte" l'Inter
Tiziano Crudeli
Il Milan ha stravinto il derby numero 276. Curiosità: è la terza vittoria in una stracittadina ottenuta nell'arco di una settimana. Era toccato ai Giovanissimi Nazionali di Mister Bertuzzo battere 2 a 0 i pari età nerazzurri di Mister Cerrone che non perdevano in campionato un incontro da 25 partite. Il secondo successo è arrivato nel prologo pomeridiano quando, nel campionato Primavera, i ragazzi di Stroppa hanno sconfitto, in trasferta, l'Inter di Mister Pea per 1 a 0 scavalcandola in classifica. L'apoteosi rossonera però è arrivata a San Siro nella magica serata di sabato. Il largo punteggio è lo specchio di una superiorità che alla lunga è parsa netta e quindi indiscutibile. E' la vittoria dell'intera squadra. E' la vittoria di Allegri ( anche su Leonardo....) promosso con pieni voti nella test più delicato della stagione. Di Abbiati, portiere eccezionale. Di Van Bommel, impareggiabile regista, grintoso, tenace, combattivo, insomma una diga insuperabile. Di Abate, che di partita in partita sta migliorando soprattutto nella fase difensiva un tempo suo tallone d'Achille; Oggi Ignazio è da Nazionale. Di Boateng, combattente di razza che ha dominato a centrocampo, pronto a chiudere pure in difesa. . E, in un crescendo rossiniano, è giusto incensare gli splendidi Alexandre Pato e Clarence Seedorf in assoluto gli interpreti di maggior successo di una recita indimenticabile. La meritocrazia, che suggerisce di mettere in primo piano i grandi protagonisti, non deve però trascurare tutti gli altri componenti del team rossonero (Nesta, Thiago Silva, Gattuso...) che si sono espressi su standard elevatissimi.
Una cosa è parsa evidente: il Milan non è Ibra dipendente. Anzi l'intero complesso, pur privo dello svedese, si è mosso, con e senza palla, mettendo in bella mostra ritmi sostenutissimi che hanno prodotto un gioco spettacolare e redditizio. Se poi gli avversari, bontà loro, hanno messo a disposizione intere praterie, presidiate da un paio di elementi stanchi e poco reattivi, è chiaro che i nostri meravigliosi cavallerizzi (Pato, Boateng e Robinho) hanno avuto la possibilità di scorazzare a piacimento saltando con facilità gli inconsistenti ostacoli disseminati sul loro percorso. A quel punto la roccaforte nerazzurra, priva di adeguata protezione, assalita da tutte le parti si è trovata in forte difficoltà. E, come logica conseguenza, è stata costretta a capitolare. Concedere il contropiede a Pato e compagni equivale ad un incomprensibile suicidio tattico. Qualcuno, sulla sponda opposta, ha commesso pure questi gravi errori. Oltre alle tre reti vanno menzionati: un rigore, per un netto fallo di mano di Maicon, non concesso dall'arbitro Rizzoli, una traversa colpita da Van Bommel, e almeno tre gol sbagliati da Robinho che, solo davanti a Julio Cesar, come al solito ha scaricato le sue conclusioni sul portiere in uscita. Se Binho avesse segnato almeno una parte delle opportunità avute a tu per tu con gli estremi difensori avversari, probabilmente ora sarebbe al vertice della graduatoria dei bomber del nostro campionato. Come contraltare è giusto ricordare le due grandi parate di Abbiati (su Pazzini e soprattutto sul colpo di testa ravvicinato di Ranocchia) e il clamoroso gol sbagliato da Et'ò, libero di concludere a due passi dalla linea di porta. Il bottino del Milan poteva essere più più pingue ma i 2 gol di Pato (e sono 13 in campionato e 2 in Coppa Italia) e quello su rigore di Cassano (3 reti in campionato) poi scioccamente espulso per somma di ammonizioni, sono la riprova della maggior consistenza del Milan che non a caso è in testa alla classifica da 22 turni. La vittoria regala all'entourage rossonero numerosi motivi di soddisfazione. La squadra ne trae indubbi benefici pratici (il vantaggio in classifica sull'Inter è tornato a 5 punti) e una notevole autostima. Intanto si recuperano rinforzi di prima qualità visto che torneranno disponibili Ibra, Pirlo, Ambrosini e presto pure Inzaghi. Altro motivo: il Milan non vinceva in campionato il doppio confronto con l'Inter da 7 anni.


