Umiliato il duo Leourinho, male il maestro, peggio l'allievo
Stefano Maraviglia
Cade Mou, cade Leonardo e crolla l'Inter, sembra un tutti giù per terra, ma il motivetto non fa proprio: "Giro giro tondo". La cantilena che ha accompagnato la disfatta milanese accostandola a quella di Madrid, è la stessa che è suonata in diverse occasioni, durante la permanenza di Josè Mourinho sulla panchina interista. La Sud in un coro unanime a ricordare l'amatissimo (sponda nerazzurra) ex tecnico lusitano, un modo chiaro per rispondere allo sfottò di quel: "Non si vende Kakà", di creazione rossonera e rivisitazione altrui. Leonardo e Mou un filo diretto, tanto diretto da essere unito anche nel giorno dell'umiliazione, con il Milan che affonda i cugini e il Barça che allunga sul Real, sfruttandone la sconfitta casalinga ultimo atto di un record personale. Sembrava essere approdato alla corte di Moratti l'adepto per eccellenza del mister portoghese, telefonate, contatti e confronti, arricchiti da una stima cresciuta in maniera vioscerale solo da qualche mese a questa parte.
Sembrava appunto, invece la compagine vista in campo fino al 70esimo della ripresa, è stata ad immagine e somiglianza di uno dei prodotti di cosmetica più amati dalle donne. Mourinho bis? No Leocrema idratante, formazione che al 70esimo si è lasciata letteralmente "spalmare" da un'avversaria che ha legittimato senza remore e con personalità, uno strapotere tecnico e sopratututto tattico, senza eguali nelle precedenti edizioni. Ci sono state sconfite dolenti sì, ma la vittoria in un derby così importante se non decisivo ai fini della corsa al tricolore, non ammette paragoni, se non con l'altro sempre di marca rossonera che fiondò Sheva e co nella scalata alla Champions League. Quante combinazioni nel giorno più felice per i supporters del "Diavolo", Leonardo battuto sul campo e annichilito dagli spalti, di riflesso l'avversaria più accreditata alla corsa allo scudetto. Chissà che le tre dita mostrate da Mourinho ai tifosi milanisti non fossero un preludio alle tre sberle rifilate poi da Pato e co. a Zanetti e Leo, nel derby che vale una stagione?


