Ibra e Pato, i due attacchi di Allegri
Stefano Maraviglia
Giocheranno sicuramente insieme a Firenze, lo faranno con tutta probabilità anche nelle restanti partite, ma il sentore destato dai precedenti tra Zlatan Ibrahimovic e Alexandre Pato, sabato sera ha trovato un'importante conferma. Nessuna crisi nel rapporto tra i due, nessuna inimicizia, ma una compatibilità non sempre facile da trovare e un'intesa che spesso è sembrata lontana dai livelli sperati. Gioca in coppia con lo svedese e il n.7 si sente imbrigliato, costretto quasi ad una devozione verso il compagno, gioca da solo e si carica l'attacco sulle spalle, togliendo i riflettori sia ai compagni che agli avversari. Senza andar a rimuginare troppo indietro, basta ripercorrere mentalmente alcune fasi di gioco dello sciagurato Milan-Bari, quando all'espulsione di Ibrahimovic è seguita la reazione del gruppo e il rinnovato brio del brasiliano, confermato decisamente contro l'Inter.
Sia chiaro l'ex blaugrana costituisce un'arma a dir poco speciale nelle mani di Allegri, tutto tranne un peso, la levatura, il lavoro svolto per la squadra e la qualità delle giocate sono indiscutibili, certo vedere il rendimento di Pato con e senza Ibra al suo fianco, fa un certo effetto. Palla lunga quando in campo c'è il n.11 e dunque meno visibilità per il compagno, palla a terra e duetti nello stretto quando è il "Papero" il vertice unico dell'attacco milanista. A Firenze i due cercheranno di rinnovare l'intesa, aiutando il Milan a compiere l'ennesimo passo in avanti, intanto Massimiliano Allegri ha capito di poter contare per questo finale di stagione, su due attacchi completamente opposti: tecnico-fisico con Ibra protagonista della scena, tecnico-rapido con il duo brasiliano a far coppia in avanti.


