Un club europeo muove i fili per la cessione di Ganso: la conferma è del Corinthians
Matteo Calcagni
Paulo Henrique Ganso non sembra voler uscire dalla cronaca brasiliana: il suo trasferimento in Europa, anche a seguito delle ultime contestazioni da parte dei tifosi del Santos, pare sempre più probabile. I sostenitori del club paulista si sono scagliati contro il trequartista, chiamandolo mercenario e riempiendolo di fischi. Nel frattempo il presidente del Corinthians, Andres Sanches, conferma una trattativa che, nelle scorse settimane, era stata solamente ipotizzata. Al club di San Paolo, infatti, sarebbe stata proposta l'acquisizione del calciatore (la clausola per una cessione in Brasile è di "soli" 25 milioni di euro), per poi lasciarlo partire verso l'Europa. "Lui è vicinissimo ad un club europeo. - Ha parlato il patron del Corinthians a radio Bandeirantes - Certo, se ci fosse la possibilità di prenderlo, rispettando il Santos e l'atleta, saremmo felici di farlo.
Però tristemente conosciamo la volontà del giocatore di andare in Europa a giugno e, quando un giocatore vuole andare via, nessuno può trattenerlo". E' chiaro che un club europeo, per la precisione italiano come descrivono molti media verdeoro, stia muovendo i fili per facilitare l'approdo del ventunenne nel vecchio continente. Difficile che il Corinthians, o l'Internacional su cui si è ipotizzato, accettino di prelevare il calciatore per poi cederlo dopo pochi mesi: allo stesso tempo, tuttavia, tali strategie potrebbero facilitare una diminuzione del prezzo (e della relativa clausola), rendendo l'acquisizione di Paulo Henrique meno ardua del previsto. Chi è il fantomatico club europeo/italiano citato più e più volte? L'incontro della scorsa settimana in via Turati, insieme ai vari viaggi di Braida-Galliani-Raiola in terra sudamericana, dovrebbe rappresentare un indizio piuttosto importante sulla corsa al talentuoso santista. Il Milan necessita di un trequartista e ha posto il mirino proprio su Ganso: la partita è ancora lunga e non priva di insidie ma, come già dimostrato in passato, il Diavolo difficilmente si lascia soffiare i suoi "veri" obiettivi.


