Il sogno è Ronaldo, la concretezza Thiago Silva, il segreto svelato è Ganso, ma la speranza è affidata ancora a Pato e Ibrahimovic
Giulia Polloli
Il derby e la vittoria schiacciante contro l’Inter sono ormai un bel ricordo nella mente e nel cuore dei rossoneri che ora hanno un importante obiettivo: non solo la Fiorentina, avversaria di turno, ma confermare lo stato di forma e la spregiudicata concretezza dell’undici targato Allegri. Perché la mano del tecnico nel derby si è vista. Atteggiamento tattico perfetto, che è scaturito da una preparazione meticolosa e centrata sugli uomini a disposizione, quelli per intenderci che difficilmente avrebbero sbagliato la partita.
La sfida in programma a Firenze metterà di fronte il Milan al dilemma che ha tenuto banco per buona parte di questa stagione: Ibrahimovic e Pato insieme sono compatibili?
Visti in momenti diversi i due fenomenali campioni rossoneri hanno sempre lasciato il segno sulle gare che hanno disputato, tecnicamente si potrebbe dire che giochino meglio separati, ma forse tutto questo avveniva quando ancora il Papero rossonero si trovava in stato quasi confusionale, attento soprattutto alle occhiatacce del compagno di reparto ai suoi deprecabili errori, dettati forse da una personalità sottomessa a quella forte e algida dello svedese. Il derby però ha consacrato (se ce ne fosse stato bisogno!) il giovane brasiliano, rendendolo protagonista del gioco corale della squadra di mister allegri, che davanti alla panchina sembrava poter guidare i propri talenti con un banale joystic, vista la perfezione e la rapidità delle manovre rossonere.
Ora il Milan è chiamato a suggellare con una prestazione maiuscola lo stato di grazia offerto agli ottantamila di S.Siro sabato scorso, facendo così tacere una volta per tutte le innumerevoli voci di una squadra in crisi e sempre attenta più ai risultati altrui che al consolidamento definitivo del primato in classifica.
Ma, come ben ha sottolineato Thiago Silva, se la squadra è rimasta in testa al campionato tutto questo tempo senza mai perdere, letteralmente, la testa, un motivo ci sarà. Parole da leader, suggellate dalla dichiarazione di voler emulare il grande Maldini nelle vittorie ma soprattutto nello scrivere altri pezzi di storia di questo caro Milan. L’attaccamento alla maglia rossonera, una volta indossata, sembra essere un processo inevitabile. Lo dimostrano le molte attestazioni di amore eterno sentite in questi giorni. Eppure qualcuno quella maglia sembra destinato a lasciarla. Si vocifera, da tanto tempo ormai per esser solo la classica chiacchiera da bar sport, che qualcuno dei senatori lascerà i colori rossoneri. Si parla di Seedorf, indirizzato dal vincolo matrimoniale verso spiagge assolate e calde, un finale di carriera in Brasile da dove, Ronaldo lo chiama a gran voce. E Pirlo sembra non riuscire a trovare pace e accordi con la società di via Turati e quindi, visto che il calcio non è solo amore ma anche business, ricerca di visibilità, affermazione continua, la prossima stagione il Diavolo potrebbe trovarsi senza il suo storico regista.
Ma a centrocampo sono destinati a rimanere Gattuso, letteralmente rinato dopo le “purghe leonardesche” e potrebbe stupire la conferma di Van Bommel, che però non stupisce per le prestazioni da vero colosso.
Inoltre non dimentichiamoci dei movimenti di mercato, che nonostante sia ancora lontanissimo nel tempo, sembra ormai aver preso piede in questo finale di campionato caldissimo. Mentre Galliani e Braida lavorano alla pista Ganso, le cui dichiarazioni sembrano indirizzarlo sulla sponda rossonera dei navigli, qualcuno scalpita oltremanica e trova in uno dei giocatori più attesi al ritorno in campo, Pippo Inzaghi, il suo mecenate e grande sostenitore. Parliamo di Mario Balotelli, tutto genio e sregolatezza, che tecnicamente potrebbe far sognare le dinamiche di Allegri. Ma se di sogni si vuol parlare, basta riprendere le parole del Presidente Berlusconi, con il suo sogno personale, quel Cristiano Ronaldo che porterebbe il club di via Turati nell’Olimpo del mercato estivo. Trattativa difficile quella che si prospetta tra Galliani e Perez, soprattutto dopo le dichiarazioni dello Special One che si dice legato a doppio filo al talento portoghese per ciò che riguarda il suo futuro al Real. Senza Ronaldo non rimarrebbe sulla panchina madridista: non sembrano segnali di fumo indirizzati verso altri lidi? E oltre alla questione Cristiano Ronaldo, che sembra davvero poter essere solo il frutto di un bel sogno presidenziale (ma lo era anche Ibrahimovic no?) più concreta potrebbe apparire la pista Fabregas, nome già noto alle cronache rossonere in quanto desiderata.
Ma non finisce qui. Taiwo, su cui ora sembra essersi lanciato anche il Real Mourinho, ha visitato Milano e le strutture dei rossoneri. Come quando bisogna comperare un nuovo appartamento: si va a visitarlo di persona per vedere se è confacente alle esigenze. Il mercato si sta scaldando, dovuto non solo al clima quasi estivo, ma ai grandi nomi messi sul piatto della bilancia che, ancora una volta, sembra voler pendere dalla parte dei rossoneri.
Ma, come sempre, per ora si parla di fantamercato, dove ognuno di noi si trasfigura in ipotetico magnate ed esprime a gran voce le proprie convinzioni. Il mercato vero è ancora lontano, non così invece la sfida che si giocherà domani sera, nella Firenze cara a Prandelli (chissà per chi tiferà, dopo aver dichiarato di voler vedere il Napoli sugli scudi) che dovrà confermare la bravura di Allegri e l’importanza di ogni singola tessera nel mosaico rossonero che, solo alla fine del campionato, presenterà i suoi disegni segreti.


