Ora non roviniamo tutto!
Davide Bin
La settimana che segue una vittoria nel derby è sempre speciale: si svolazza sulle ali dell'entusiasmo ed è difficile tornare con i piedi per terra, soprattutto se i cugini prolungano il godimento qualche giorno dopo, perdendo 5-2 in casa contro lo Schalke 04 e compromettendo il cammino in Champions dopo la scoppola nel derby; settimana esaltante, dunque, ma ora è giunto il momento di tornare a far sul serio, perchè siamo alla vigilia di un'altra partita di campionato che, a conti fatti, è importante e decisiva come e più del derby, perchè la vittoria contro l'Inter ci ha fatto delirare, ma non permette di stare completamente tranquilli e di pensare che lo scudetto sia già vinto; la trasferta di Firenze è già di per sè insidiosa, ma quel Napoli a tre punti la rende ancor più a rischio, soprattutto se il Milan dovesse scendere in campo nel posticipo domenicale con il Napoli affiancato in classifica dopo una vittoria a Bologna nel pomeriggio. Come volevasi dimostrare il derby è stato molto importante ma non assolutamente decisivo come qualcuno pensava, perche davvero decisive sono le partite che ti fanno conquistare un traguardo o ti portano molto vicino ad esso; vincendo la stracittadina, invece, il Milan ha difeso il primato in classifica, ma deve ancora faticare per conquistare l'ambito scudetto, visto che mancano ancora sette partite e ci sono ancora insidie e "curve pericolose" sul cammino che dovrebbe condurre i rossoneri al traguardo tricolore. Diciamo subito che sarebbe imperdonabile per il Milan non concludere in testa un campionato in cui è stato capace di vincere quattro volte su quattro contro la seconda e la terza in classifica (Napoli e Inter), dimostrando superiorità negli scontri diretti ma perdendo banalmente punti in partite apparentemente semplici; viene da mordersi le mani ripensando ai cinque punti persi fra Bari e Palermo, punti importanti che avrebbero reso quasi incolmabile il vantaggio in classifica e davvero decisivo il derby in caso di vittoria. Forse, però, le brutte figure che hanno preceduto la sfida contro l'Inter sono servite per motivare la squadra, per capire che bisognava cambiare marcia e ritrovare brillantezza e determinazione, quindi il trionfo di sabato è figlio anche di quelle disavventure; inoltre la sosta ha permesso ad Allegri di preparare al meglio una partita fondamentale e l'andamento della stracittadina ha confermato che tutte le scelte del tecnico sono state perfette. Di colpo il Milan si scopre più forte, più determinato e anche più completo, perchè ha saputo sopperire in modo egregio all'assenza del suo uomo più decisivo (Ibrahimovic), cosa che aveva creato panico e disorientamento a Palermo; difficile credere che la squadra allo sbando vista al Barbera sia la stessa che ha dominato il derby due settimane dopo, ma il calcio è così ed è bello proprio perchè è strano e imprevedibile. Ciò, però, deve mettere in guardia per questo finale di campionato, perchè potrebbe sempre accadere che il sontuoso Milan visto nel derby torni improvvisamente timoroso e balbettante quando meno te lo aspetti, cosa che i rossoneri non possono permettersi se non vogliono mettere a rischio uno scudetto che molti considerano in cassaforte dopo il derby ma che, evidentemente, deve ancora essere conquistato.
A Firenze ci vuole la stessa feroce determinazione vista nel derby, ci vogliono undici leoni, servono grinta, voglia di lottare e vincere perchè nel campionato italiano nessuno regala niente e le vittorie bisogna sudarsele sempre e comunque (la disavventura contro il Bari deve essere di insegnamento). Al Franchi rivedremo in campo Ibra e sarà compito di Allegri trovare il modo di far convivere nel migliore dei modi (sia sul piano tecnico che caratteriale) lo svedese e Pato, due attaccanti straordinari che possono fare la fortuna di questo Milan; Pato è galvanizzato dalla doppietta nel derby, Ibra avrà grande voglia di riscatto e vorrà far capire a tutti che lui rimane fondamentale per la squadra; motivazioni differenti ma che se messe al servizio della squadra possono garantire gol e vittorie in questo avvincente finale di campionato; basta non distrarsi, basta non sbagliare l'approccio alla partita, basta conservare concentrazione e "cattiveria" del derby; non è facile, perchè stiamo parlando di una sfida speciale che molti giocatori vivono in modo particolare perchè sono quasi degli "ultrà in campo": penso a uno come Gattuso, ma anche ad Abbiati che, non a caso, ha sfoderato due delle sue tre parate più belle ed importanti della carriera proprio nei derby (quella di sabato e quella del 2003 in Champions League a pochi minuti dalla fine del derby di ritorno, mentre la terza è quella di Perugia nel 1999) e sabato ha festeggiato la prodezza come se si trattasse di un gol segnato, girandosi verso i tifosi ad esultare come un pazzo. Dopo emozioni e sensazioni così "violente" come solo il derby sa regalare, può essere difficile ritrovare come d'incanto le giuste motivazioni per una sfida "qualunque" come quella contro la Fiorentina e, invece, bisogna mettersi in testa che tutte le partite valgono tre punti e sarebbe un delitto rovinare tutto per un calo di concentrazione contro una squadra di metà classifica. Il traguardo è vicino ma ancora maledettamente lontano, il vantaggio non mette al riparo da brutte sorprese, quindi bisogna continuare a lottare, archiviando l'esaltante vittoria nel derby e pensando solo a dare il meglio di se stessi nelle ultime partite, a cominciare da quella di Firenze; solo così la vittoria nel derby sarà stata davvero decisiva e non beffardamente illusoria, solo così il Napoli e la stessa Inter saranno tenuti a distanza di sicurezza fino al 22 maggio e lo scudetto si trasformerà finalmente da sogno in realtà. Il Milan visto nel derby dà ampie garanzie di poter vincere contro chiunque, quindi non bisogna rovinare tutto proprio sul più bello e Firenze diventa una tappa fondamentale sulla strada ancora tortuosa che porta verso il tricolore.


