Firenze, musa ispiratrice di un giovane artista
Federico Gambaro
Firenze, città d’arte, musa ispiratrice di un giovane artista del calcio dalle origini brasiliane e dal cuore rossonero: Alexandre Pato, colui che svela ogni stagione la propria collezione al cospetto delle platee dello stadio “Franchi”, teatro raffinato delle sue perle. Lo sapeva bene il Professor Clarence, fattosi oracolo per l’occasione, predicendo alla giovane stella l’immancabile sigillo dopo una gioia strozzata che appariva avversa al destino ma che si è rivelata essere solo che un semplice preambolo alla consueta gloria. Non si frappongono impedimenti, dunque, al corso della tradizione che vuole il Papero sempre a segno e sempre decisivo nelle disfide rossonere in terra fiorentina.
Dopo una prestazione brillante sulla scia del derby, le vibrazioni dello scudetto scorrono nuovamente nell’anima talentuosa di Pato Branco che non tradisce le scaramantiche attese di essere nuovamente l’ “uomo di Firenze”. Un piacevole refrain che nell’anno di grazia 2011, però, dovrà assumere un valore più solenne, in vista di maggio, oltre che rappresentare quella che è ormai una godibile abitudine.


