Berlusconi-Ronaldo: fantamercato e fair-play
Stefano Maraviglia
Le parole di Silvio Berlusconi stanno producendo un eco assordante nell'ambiente calcistico, soprattutto rossonero, quando parla il n.1 milanista non è mai banale, se poi tratta l'argomento mercato, allora l'importanza di tali affermazioni cresce in maniera esponenziale. "Caccio il grano" è una di quelle espressioni usate in passato dal Patron, per lasciare intendere che tutto ciò che ruota nella galassia rossonera o che frulla in quel di via Turati, è spesso e per gran parte, merito degli investimenti fatti in prima persona, dunque non può certo passare inosservato l'appunto di ieri cercato dallo stesso Berlusconi. "Se si dovesse aggiungere Ronaldo alla nostra rosa credo farebbe piacere a tutti". La dichiarazione è di quelle ad effetto, forse particolarmente forte visto il nome in questione e tutto quanto gli ruota intorno (prezzo del cartellino e ingaggio), in tempi di fair-play finanziaro, l'operazione suona quantomai fantasiosa, ma "I sogni sono leciti e a volte si realizzano". Il mondo del calcio è questo, se vuoi vincere serve una squadra forte, fatta di faticatori sì, ma soprattutto di campioni e talenti, vincere aiuta a vincere, ma anche a guadagnare economicamente dalle varie competizioni e, come appeal in campo di merchandising.
Acquistare un fenomeno oggi, significa esporsi ad un esborso assoluto e per il cartellino e per il compenso annuale da offrire al giocatore, certo, nomi del calibro di C.Ronaldo spesso muovono numeri di ritorno a dir poco clamorosi, ecco perchè l'impossibile appare quantomeno ipotizzabile. Nessun volo pindarico sia chiaro, ma le parole di queste ore, unite a quel "Un giorno ti vorrei al Milan", sono due indizi di non poco conto, soprattutto se si ricorda bene che una volta puntato l'obiettivo, il Milan di Berlusconi difficilmente l'ha fallito. Per ora quindi sono solo fantasiosissimi spunti, offerti dall'estroso primo tifoso milanista, per ora.


